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I Vigili del fuoco davanti all'albergo di Recoaro che subì un incendio doloso un anno fa
I Vigili del fuoco davanti all'albergo di Recoaro che subì un incendio doloso un anno fa

Profughi, in piazza a Recoaro la Vicenza che accoglie

Manifestazione domani sera a Recoaro, 3 novembre, in via Roma nella zona della stazione degli autobus, a sostegno dell’accoglienza dei migranti nella nostra provincia. A promuoverla sono le associazioni Ovest vicentino accoglie, Altovicentino accoglie e Welcome refugées Vicenza. Per altro la manifestazione è stata organizzata nel giorno in cui il Tribunale di Vicenza si pronuncia sull’apertura dell’albergo che avrebbe dovuto accogliere dei profughi e che aveva subito un incendio doloso. Se l’albergo riapre potrà accogliere dei richiedenti asilo. Anche il Partito Democratoco di Vicenza e provincia ha aderito.

Anzi, è proprio il Pd che interviene sull’inziativa con una nota nella quale sottolinea che “chi parteciperà alla manifestazione porterà un messaggio di apertura ed accoglienza, per dire che la nostra è una provincia accogliente, nonostante la narrazione di una minoranza sovraespost,. E’ una provincia dove non ci sono assembramenti di mille richiedenti in uno stesso luogo, come a Cona, nel veneziano, o Bagnoli, nel padovano. E’ la provincia dove è partito uno dei primi progetti Sprar (Sistema per la protezione dei richiedenti asilo e rifugiati) già negli anni ’90. E’ la provincia dove è stato siglato il Protocollo d’accoglienza diffuso che è stato preso ad esempio a livello nazionale dall’Anci”.

“E’ vero purtroppo – continua la nota del Pd – che ancora 63 comuni del vicentino non hanno nemmeno un richiedente asilo nel loro territorio, e questo aggrava la situazione per i comuni dove c’è invece una presenza sproporzionata. Recoaro, al 30 settembre, era uno dei comuni con zero profughi, non ha aderito al progetto Sprar e non ha firmato il protocollo d’accoglienza diffuso, tutti strumenti che avrebbero permesso all’amministrazione di essere protagonista nell’accoglienza. Siamo consapevoli che la vera integrazione può essere possibile solo con piccoli numeri e con una proporzionalità tra residenti e nuovi arrivi, ma dobbiamo uscire dall’ottica dell’emergenza e imparare a governare e ben gestire le situazioni senza subirle”.

“Speriamo – conclude il Pd – che i comuni con zero profughi in Provincia di Vicenza da domani calino a 62, e che diminuiscano sempre più. Perché una distribuzione omogenea dei nuovi arrivi forse non risolverà il problema dell’accoglienza, ma lo renderebbe più gestibile. Sarebbe possibile attivare percorsi di integrazione e creare relazioni con i nuovi arrivati, così come le abbiamo create con i molti immigrati che negli ultimi vent’anni hanno scelto la nostra provincia come luogo in cui vivere e progettare il loro futuro. E che hanno contribuito con il loro lavoro e con i loro figli a rendere più ricco questo territorio”.

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