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Pfas, procedono i lavori sugli acquedotti

Pfas, Tribunale delle Acque: “Adeguamento graduale”

Accolte dal Tribunale superiore delle acque di Roma, per quanto riguarda i Pfas, le richieste dei gestori idrici del vicentino di un adeguamento graduale e non immediato ai limiti stabiliti per le sostanze perfluoroalchiliche. Il tribunale infatti, chiamato a decidere sull’impugnazione del decreto di autorizzazione allo scarico del collettore della Regione Veneto, proposta da Consorzio Arica, Acque del Chiampo, Medio Chiampo, e Alto vicentino servizi, ha esaminato nei giorni scorsi l’istanza di sospensione dell’obbligo di immediato adeguamento degli scarichi ai limiti imposti con il provvedimento regionale del 22 luglio 2016.

Il giudice ha ritenuto “necessario acquisire dalla Regione Veneto e da Arpav un cronoprogramma che preveda un percorso graduale di adeguamento, corredato dall’indicazione di quali siano le migliori tecnologie disponibili per l’abbattimento da applicare per raggiungere i limiti prefissati”. Ogni ulteriore decisione è stata rinviata alla prossima udienza, già fissata per l’11 gennaio 2017, nella quale saranno esaminati il cronoprogramma e l’indicazione tecnologica richiesti alla Regione e ad Arpav.

La domanda accoglie dunque le istanze già formalizzate da Arica e delle società consorziate, di “verificare tempi e modi di individuazione e applicazione delle tecnologie  che consentano di raggiungere, in un arco di tempo compatibile con le conoscenze attuali, i valori limite richiesti per le sostanze perfluoroalchiliche, tenuto conto che non esistono, al momento, conoscenze adeguate e consolidate, soprattutto se si considera che sono sostanze non ancora normate agli scarichi, nè a livello europeo nè tantomeno a livello nazionale”.

La decisione del Tribunale assegna a Regione Veneto ed Arpav il compito, fino al prossimo 11 gennaio, di “aprire un confronto per individuare le ipotesi di lavoro per indicare i sistemi di abbattimento, anche sperimentali, e la graduazione temporale degli interventi in una logica di sviluppo sostenibile”.

“Un successo del nostro territorio – ha commentato Alberto Serafin, amministratore unico di Acque del Chiampo – che è rimasto compatto nel confronto con tutti gli enti superiori. Il tavolo tecnico che nasce sarà il punto di mediazione sostenibile tra le ragioni della salute e quelle delle imprese”. Anche il presidente del Consiglio di bacino Giorgio Gentilin, interviene, sottolineando che “va apprezzato il buon senso dimostrato dal Tribunale delle Acque che conferma un alto livello di attenzione ad un territorio che vuole crescere in modo sostenibile con una costante sensibilità nei riguardi della salute dei cittadini”.

Il presidente del Consorzio Arica, Antonio Mondardo, infine, conclude con un pensiero alla Regione del Veneto, dicendosi fiducioso “che la Regione saprà individuare la giusta soluzione per uno sviluppo ecosostenibile del nostro territorio. È stata vincente – ha sottolineato Mondardo – la scelta di Arica di ricorrere congiuntamente con tutte le tre società consorziate, per dare così evidenza di unione del territorio di fronte ad una problematica comune”.

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