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No al raddoppio del centro commerciale di Cornedo

Problemi di traffico, degrado dei centri storici e continua cementificazione. Sono queste le principali preoccupazioni dei sindaci di Recoaro Terme, Valdagno e Castelgomberto, legate alla variante 1 del Piano degli interventi del Comune di Cornedo Vicentino, che in pratica fa riferimento ad un ampliamento della superficie del supermercato Tosano, di Cereda. Preoccupati, ma pure contrariati, i tre primi cittadini hanno messo nero su bianco la loro posizione in un documento di dieci pagine, inviato alla Commissione Regionale Vas, nell’ambito dell’attività di valutazione della variante, alla Regione Veneto, alla Provincia di Vicenza e per conoscenza anche al Comune di Cornedo.

“Questa variante – spiega in una nota dell’amministrazione comunale valdagnese – prevede un ampliamento considerevole, pari a più di 4mila metri quadrati, del centro commerciale, che corrisponde ad un suo sostanziale raddoppio”. Una scelta sulla quale, a detta dei tre sindaci, i Comuni non sono mai stati interpellati e che ha creato preoccupazioni tra gli amministratori dei comuni confinanti, per le ripercussioni che avrà sulla viabilità, su una già difficile situazione che il piccolo commercio e i centri storici e urbani attraversato ed anche sulla gestione del territorio.

“L’aspetto della viabilità è la prima criticità di questa operazione. Già ora la strada che attraversa l’area commerciale rappresenta un vero imbuto. Con il raddoppio della superficie del Tosano, questo imbuto rischia di trasformarsi in un vero tappo”. Date queste premesse, l’opinione dei primi cittadini di Recoaro, Valdagno e Castelgomberto è che non vadano autorizzati ampliamenti delle superfici commerciali, senza che prima si completino i progetti storici e condivisi sulla viabilità di valle, “creando una direttrice di attraversamento alternativa e capace di garantire finalmente la mobilità ai cittadini e alle imprese della nostra zona”.

Passando poi ad un altro aspetto, secondo i tre sindaci, la variante approvata manca di una razionale ed armonica pianificazione che tenga in considerazione l’intero sistema commerciale di valle. Il rischio generale che le aree commerciali portano con sé è quello di allontanare sempre più il commercio dai centri urbani, concorrendo alla riduzione delle attività esistenti e mettendo i centri storici a rischio di abbandono e degrado. Un terzo aspetto che rema contro la variante 1 è che “la costruzione di un grande capannone e del relativo parcheggio, in un’area impropriamente definita degradata, ma di fatto agricola, costituisce una nuova cementificazione e impermeabilizzazione del suolo, quando invece la legislazione regionale spinge verso il contenimento dell’uso del terreno libero e il recupero di quanto già costruito”.

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