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Martedì del Conservatorio, omaggio a Pál Járdányi

Sarà un omaggio a Pál Járdányi,  in occasione del 50esimo anniversario della morte, il prossimo appuntamento a Vicenza con i “Martedì del Conservatorio”. Si terrà nella sala concerti del conservatorio “Arrigo Pedrollo”, martedì 15 novembre, alle 18, e ad esibirsi saranno soprano Monica Benvenuti soprano, Antonio Vivian, al flauto, Enzo Ligresti, violino, Gianantonio Viero, violoncello, ed i pianisti Gabriele Dal Santo e Stefania Redaelli. La serata offre una significativa sintesi dell’attività musicale di Pál Járdányi, scomparso nel 1966 a soli 46 anni.

Pál Járdányi
Pál Járdányi

“Con il concerto di martedì – si legge in una nota del conservatorio vicentino – vogliamo ricordare quello che fu uno dei più rappresentativi compositori ungheresi del secolo scorso. Studente di pianoforte e poi di violino, a 10 anni ottiene i primi successi come violinista prodigio, successivamente si cimenta nella composizione sotto la guida di Kodály e diviene professore di composizione, teoria musicale ed anche di solfeggio e musica popolare. Hanno studiato con lui la maggior parte dei musicisti con un ruolo nella vita musicale ungherese del secondo novecento: Dobszay, Kurtág, Ligeti, Vásáry e altri”.

Studioso di etnografia,  Járdányi ha anche riordinato l’immenso patrimonio di canzoni popolari raccolte da Bartók, Kodály e altri etnomusicologi. Il concerto al conservatorio Pedrollo sarà aperto da Antonio Vivian e Gabriele Dal Santo, con Sonatina per flauto e pianoforte (1952). Poi, in successione: Gianantonio Viero e Stefania Redaelli con Melodia per violoncello e pianoforte (1959); Enzo Ligresti e Stefania Redaelli con Sonata per violino e pianoforte (1944). La soprano Monica Benvenuti, accompagnata da Gabriele Dal Santo, canterà Canzoni d’amore (Szerelmi dalok) (1957-58). Quindi Antonio Vivian e Gabriele Dal Santo eseguiranno Fiore e farfalla per flauto e pianoforte (1953) e, a chiusura dello spettacolo Stefania Redaelli e Gabriele Dal Santo eseguiranno la Sonata per due pianoforti (1942).

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