Breaking News

Il dramma della Popolare di Vicenza al Teatro Comunale

Tensione, urla, persone arrabbiate, ammissioni a denti stretti… Insomma, non poteva che essere che così l’incontro sulla situazione della Banca Popolare di Vicenza che si è tenuto questa mattina al Teatro Comunale, organizzato dal Comune di Vicenza, dalla Provincia e dalla Camera di commercio. Il tema è noto e ormai fin troppo discusso, dato che è il dramma principale che la nostra città ed il suo territorio affrontano in questi anni, assieme ad una più generale crisi economica. Del resto, se si pensa che una persona, come ha detto una signora che partecipava, aveva acquistato azioni per 50 mila euro e adesso si ritrova un “capitale” di 70 euro, si ha la misura del problema.

E dall’incontro non sono certo emerse note positive, dato che il presidente del crollato istituto di credito, Gianni Mion, pur promettendo che sarà fatto il possibile, ha lasciato intendere che i rimborsi, se mai ci saranno, potrebbero venire solo con il tempo e non sarebbero comunque elevati. In altre parole i risparmiatori vicentini, che si sono fidati e che ora si trovano con un pugno di mosche in mano, hanno tutte le ragioni per essere arrabbiati e pessimisti. Soprattutto, hanno ragione di non fidarsi e di contestare chi trenta di addolcire l’amaro calice. Ah, per inciso, Mion ha anche detto che servono altri soldi, presumiamo tanti, per rilanciare la BpVI…

Il palco dei relatori stamane era comunque nutrito: c’era il sindaco di Vicenza e presidente della Provincia, Achille Variati, quelli di Prato, Matteo Biffoni, e di Udine, Furio Honsell, il presidente della Camera di commercio Paolo Mariani, l’assessore regionale veneto al sociale, Manuela Lanzarin, il già citato presidente di BpVi, Gianni Mion.

Era rappresentato anche il governo centrale, con il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta. Come sempre avviene nelle kermesse più finalizzate all’immagine che alla soluzione dei problemi, c’era un convitato di pietra: i risparmiatori. Già, perché le associazioni che raggruppano il maggior numero di piccoli azionisti della Banca Popolare di Vicenza non sarebbero state invitate, o quantomeno così è avvenuto nei fatti, e questo è stato motivo di forte polemica fin dall’inizio.

Per quanto riguarda i contenuti, beh, le parole d’ordine sono state le solite: chiarezza, trasparenza, sarà presentata una proposta agli azionisti, chi ha sbagliato deve pagare, etc. Quello che ci aspettiamo adesso però è che alle parole seguano i fatti, perché purtroppo fino ad ora non si è visto molto, ed a pagare rischiano di essere i soliti: i piccoli risparmiatori innanzitutto, ed in seconda battuta magari anche i dipendenti della banca.

Un forte amaro in bocca infine viene, in questa vicenda, ogni qualvolta qualcuno che non è un potente disturba i manovratori. Si ha subito l’impressione che scatti il soccorso più tipico di certa italietta piccola piccola, ovvero quello di chi è debole e servizievole con i forti e forte e inflessibile con i deboli. In questa vicenda della popolare vicentina purtroppo sembra che questo sia avvenuto a più riprese: dai clienti importanti che sono riusciti a vendere le azioni prima che crollassero, ai mass media che negli anni hanno informato poco e male, fino alle diverse sfaccettature del potere vicentino, che hanno fin troppo omaggiato e riverito i responsabili del disastro, a cominciare da Gianni Zonin, il cui patrimonio personale potrebbe e dovrebbe sanare tante situazioni. Ma, come si è già chiesto, proprio oggi, qualche nostra collega, non sarà che i buoi sono già scappati?

F.O.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *