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Il presidente della Repubblica Enrico De Nicola firma la Costituzione della Repubblica Italiana. Era il 27 dicembre 1947
Il presidente della Repubblica Enrico De Nicola firma la Costituzione della Repubblica Italiana (1947)

Dovigo: “Un convinto No alla riforma costituzionale”

Intervento di Valentina Dovigo, consigliere comunale a Vicenza per Lista civica e Sel, sul referendum del 4 dicembre sulla Riforma costituzionale del governo Renzi…

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Il prossimo 4 dicembre voterò con convinzione No al referendum costituzionale, perché i provvedimenti che incarnano la riforma non rappresentano dei reali miglioramenti per le istituzioni politiche italiane; e quei pochissimi che lo sono, avrebbero potuto essere messi in campo con leggi ordinarie senza stravolgere l’assetto della Costituzione. Sono molto dubbiosa, innanzitutto, sul fatto che il sistema attuale di elaborazione delle leggi sia lungo a causa della Costituzione.

In effetti, quando si è trovato velocemente un accordo politico, si sono licenziate leggi in tempi brevissimi. I 16 giorni utilizzati per l’approvazione della Riforma Fornero del sistema pensionistico sono lì a testimoniarlo. Inoltre, visto il gran numero di procedure che con la Riforma verranno attivate, a seconda delle diverse proposte di legge, temo il sorgere di nuove confusioni e difficoltà ora inedite; e comunque, qualsiasi ipotetico vantaggio non deve essere conseguito a scapito della rappresentanza politica e delle garanzie di bilanciamento dei poteri che oggi esistono.

Perché è questo che il mix di Riforma Costituzionale e Nuova Legge Elettorale fanno: rendere più debole il sistema di garanzie, dare più potere a chi governa e meno ai parlamentari eletti, agli elettori ed alle relazioni fra eletti e territorio. La capacità di assumere decisioni e prenderle in tempi certi non dipende tanto dai formalismi o dalle procedure con cui si esplica, ma piuttosto dalla qualità della politica e dei politici (la politica seria e competente sa cogliere i nodi, operare confronti e fare sintesi).

In realtà, quello del 4 dicembre, è un referendum non solo sulla riforma costituzionale, ma anche e soprattutto fra due modi di intendere la politica: come capacità di costruire proposte per conto dei cittadini elettori o come capacità di decidere spesso sulla testa dei cittadini elettori; fra due modi di intendere la partecipazione: se continuare a farla vivere o totalmente depotenziarla; fra due modi di intendere il sistema economico: se debba essere governato dalle regole che le istituzioni democratiche stabiliscono o se sia l’economia stessa a governare quelle medesime istituzioni. La Costituzione non va depotenziata, andrebbe attuata.

Valentina Dovigo – Consigliere comunale di Vicenza – Lista Civica e SEL

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