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“Doccia fantasma”, truffe anche nel vicentino?

Potrebbe aver colpito anche nel vicentino Ivan Bianco, un uomo di 57 anni, di Musile di Piave, che è stato arrestato con l’accusa di truffa dai carabinieri di Canal San Bovo, della Compagnia di Cavalese, in provincia di Trento, al termine di una operazione denominata “Ghost shower”, ovvero “Doccia fantasma”. Sì, perché le indagini sono partite in seguito a cinque segnalazioni, raccolte dai carabinieri di Canal San Bovo e sporte da persone anziane che denunciavano di essere state contattate da un call center di una ditta veneta che proponeva l’installazione di un box doccia, in molti casi provvisto di specifici accessori adatti all’uso da parte di persone invalide, in sostituzione della vasca da bagno

Ivan Bianco
Ivan Bianco

“Successivamente – spiega una nota dei militari -, a seguito di accordi verbali, si sarebbe presentato nelle loro case il signor Bianco, che avrebbe prospettato la possibilità di realizzare i lavori pattuiti in un solo giorno, ad un prezzo vantaggioso, inducendo in errore le vittime che, in buona fede avrebbero sottoscritto i contratti di fornitura e posa in opera del materiale”.

L’incaricato, dopo essersi fatto versare un acconto, tramite bonifico bancario, pari alla metà della cifra concordata e dopo averlo incassato, si sarebbe però reso irreperibile, senza adempiere a quanto concordato e lasciando il lavori in fase iniziale. “Nessun risultato avrebbero sortito le sollecitazioni delle parti offese, che si trovavano il bagno semi distrutto e pregiudicato nelle sue funzionalità, causando a queste persone, alcune invalide ed affette da degenerazioni neurologiche croniche oppure non deambulanti, un grave danno”.

L’attività investigativa intrapresa dagli uomini dell’Arma ha riunito più procedimenti, aperti da diverse procure, per episodi simili, commessi in una zona che comprende quasi tutto il Nord Est (nelle province di Belluno, Ferrara, Treviso, Udine, Venezia e Vicenza), e tutti riconducibili, secondo gli inquirenti, ad un unico soggetto, che avrebbe operato in un periodo di tempo che va dal 2014 al 2016. Si parla di 185 episodi di presunte truffe ai danni di persone anziane, malate, o disabili, vale a dire persone comprese nelle cosiddette fasce deboli.

Da un’analisi dei movimenti bancari dell’indagato, i militari hanno scoperto entrate mensili pari a 20 mila euro, per un ammontare complessivo stimato in circa 500 mila euro. Gli elementi raccolti nel corso dell’azione investigativa del carabinieri hanno portato il Gip del Tribunale di Venezia ad emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, a carico di Bianco, che è stato poi accompagnato nella casa circondariale di Venezia.

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