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Brendola, presentato il censimento delle imprese

Seimila e seicento abitanti, quasi mille partite Iva, con prevalenza di agricoltura, manifattura ed edilizia, la maggior parte a conduzione familiare, una forte prevalenza di lavoratori stranieri: 4 ogni 10 assunti. Sono i tratti essenziali della foto collettiva scattata dalla Consulta delle attività produttive del Comune di Brendola, con l’intento di mettere a fuoco identità e caratteristiche del tessuto produttivo locale e possibilità di sviluppo.

Una foto d’insieme che ha visto i diretti interessati, imprenditori ed esercenti, lavorare con le associazioni di categoria e le istituzioni locali e regionali in una analisi collettiva che non si limita a censire le realtà economiche, ma coglie anche i punti di forza e le potenzialità di sviluppo di una comunità. I dati del censimento, coordinati da Giuseppe Rodighiero e pubblicati a cura della Consulta presieduta da Daniele Scalchi, sono stati presentati al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e all’assessore regionale al lavoro e alla formazione, Elena Donazzan, compartecipe del progetto sin dalla sua origine.

“Dagli imprenditori di Brendola arriva una lezione di metodo – ha commentato l’assessore – perché il loro lavoro di analisi quantitativa e qualitativa, trasversale alle diverse categorie, consente di individuare le strategie di azione per scelte amministrative oculate. La dimensione e le caratteristiche delle imprese di Brendola suggeriscono di investire nella formazione, nell’innovazione tecnologica e nella tipicizzazione dei prodotti. Una scuola di arti e mestieri, per esempio, o la promozione di forme di co-working potrebbero svecchiare l’attuale tessuto produttivo e lanciare nuove attività imprenditoriali, anche in settori maturi come la manifattura. Ringrazio la Consulta di Brendola perché il loro lavoro è strumento utile anche per le altre amministrazioni e di stimolo per la programmazione regionale”.

Tra i dati raccolti e rielaborati dalla Consulta spicca la forte vocazione di Brendola al primario, testimoniata da 154 imprese che hanno un’età media di oltre 22 anni e una conduzione prevalentemente familiare. Consistente anche il settore manifatturiero, con quasi 200 aziende, legato a settori ormai maturi come lavorazioni chimiche e metalli, meccatronica, trasportistica e logistica, a cui si aggiunge un piccolo universo di microditte individuali nel settore dell’edilizia (113 attività produttive censite), un ristretto numero di attività (34) dedicate ai servizi alla persona.

Sul fronte delle proposte, i protagonisti dell’economia locale suggeriscono l’istituzione di un albo comunale delle produzioni tipiche, l’ottimizzazione della mobilità e delle infrastrutture, una agenzia territoriale per sostenere la crescita e l’innovazione, facilità di accesso alle opportunità del mercato comunitario, sostegni alla competitività attraverso una rete di promozione nazionale e internazionale.

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