domenica , 24 Ottobre 2021
Purtroppo in Veneto sono abbastanza frequenti i casi di bracconaggio (Foto d’archivio)
Purtroppo in Veneto sono abbastanza frequenti i casi di bracconaggio (Foto d’archivio)

Paura a Recoaro, bracconiere agli agenti: “Via o vi sparo”

Momenti di paura e di tensione, qualche giorno fa, a Recoaro Terme, per un episodio di bracconaggio, culminato con un fucile spianato davanti agli agenti e la minaccia di sparare da parte di un bracconiere. Protagonisti della vicenda sono stati infatti i due agenti di una pattuglia della polizia provinciale e due bracconieri della zona, padre e figlio. Questi ultimi, le loro iniziali sono Gl.C. e N.C., una volta giunti, nel tardo pomeriggio, in località Colle Colombo, a Recoaro, località nota per la caccia alla beccaccia, si sono appostati non sapendo che sul posto si era già nascosta una pattuglia di agenti della polizia provinciale.

Va detto innanzitutto che la caccia, a quell’ora non era consentita e che comunque quella alla beccaccia è vietata. Quindi gli agenti hanno deciso di controllare le mosse dei due. A scendere dall’auto per primo è stato un uomo di statura media, berretto e barba a pizzetto, armato di fucile da caccia. Dopo aver caricato l’arma ed essersi piazzato, ignaro, a una decina di metri dalla postazione dei due poliziotti, l’uomo ha guardato in alto, controllando l’eventuale passaggio del prelibato uccello. Dopo qualche minuto, dal lato di guida dell’automobile, scendeva un altro uomo, un giovane di corporatura snella, alto, con barba incolta, che decideva anch’egli di imbracciare il fucile. “Se arriva qualcuno andiamo via” ha detto avvicinandosi all’altro…

Anche il giovane caricava l’arma, un fucile semiautomatico, e si poneva in attesa. Trascorsa mezz’ora, il cacciatore più vicino alla pattuglia decideva di tornare verso l’auto. A quel punto i due agenti, armati di torcia, decidevano di intervenire, qualificandosi come tali e chiedendo le generalità ai due. E qui si è sfiorata la tragedia. Il bracconiere più anziano, infatti, visibilmente alterato, ha puntato il suo fucile verso gli agenti ad altezza uomo gridando: “Fermi là! Andé via o ve sparo. Ve via o ve sparo!”. A nulla è servito che i due poliziotti ribadissero chi erano, intimando di scaricare il fucile. Sempre con il fucile puntato l’uomo continuava a ripetere: “Andé via o ve sparo”.

I due agenti, a quel punto, si sono messi  al riparo, sentendosi pure apostrofare con un “Qua de note non gavì da esserghe”. Comunque il bracconiere più anziano è scappato a piedi, chiamando per tre volte il nome di quello che successivamente sarà identificato come il possessore del veicolo ed il figlio. E’ stato allertato il 112, avvertendo i carabinieri che i due avevano lasciato l’auto sul posto. Nel frattempo la pattauglia ha chiamato anche un altro paio di colleghi a rinforzo. Dopo una mezz’ora sono arrivati i militi dell’Arma, che hanno fornito i dati del proprietario dell’auto, residente in contrada Cappellazzi. Scattava così la ricerca.

Giunti all’abitazione del giovane, verso le 19.30, gli agenti chiedevano all’uomo che mostrasse loro le armi e se era in possesso di licenza di caccia. E qui altra sorpresa. L’uomo riferiva che non aveva più i requisiti per detenere armi in casa, a causa di precedenti provvedimenti penali per minacce, e di non avere pertanto più fucili. E’ stato però riconosciuto dai due agenti, per la fisionomia. Tra l’altro, N.C., su richiesta precisa, ha informato gli agenti che aveva lasciato l’auto in panne alla mattina sempre in località Colle del Colombo, dove si era recato con il cane, e di aver chiamato l’autofficina verso le 16 per il recupero del mezzo.

A smentirlo ci ha pensato lo stesso meccanico, che ha riferito di essere stato contattato quando era già buio, tra le 18 e le 18.15. Alla richiesta di dove fosse suo padre quali fossero le sue armi, il giovane rispondeva di non sapere nulla. Come pure di non sapere dove fosse la denuncia delle armi. Alla fine, portato nella stazione dei carabinieri di Recoaro Terme, si procedeva al controllo della denuncia delle armi riscontrando la mancanza di un fucile semiautomatico di proprietà del genitore. Fucile non trovato neppure ad un successivo sopralluogo.

Padre dunque irreperibile e giovane lasciato solo a sbrigarsela con le forze dell’ordine. Per lui anche porto abusivo d’arma, oltre a tutte le violazioni dell’attività venatoria. Per il padre invece il reato è resistenza a pubblico ufficiale commessa con armi. Al riguardo l’uomo è stato identificato il giorno dopo dagli agenti provinciali, per fisionomia e timbro di voce, mentre si trovava nella stazione dei carabinieri di Recoaro Terme. Contestate anche a lui le violazioni amministrative relative all’attività venatoria illecita.

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