Arte, Cultura e Spettacoli

Bassano, c’è l’amara “Cronaca di una passione”

Approda anche a Bassano, al Cinema Metropolis, “Cronaca di una passione”, il film di Fabrizio Cattani dedicato al drammatico tema dei suicidi che hanno falcidiato una generazione di imprenditori per la crisi economica e la vessazione fiscale. Il film sta diventando un’importante occasione di incontro con la gente e uno strumento per portare la testimonianza dei numerosi operatori attivi a supporto delle vittime di questo flagello. Saranno presenti alla serata, in un dibattito e incontro con il pubblico, il regista Fabrizio Cattani, Emilia Laugelli, responsabile di InOltre La salute dell’imprenditore, servizio di consulenza e supporto psicologico della Regione Veneto, attivo dal 2012 e pensato per supportare 24 ore su 24 gli imprenditori messi in difficoltà dalla crisi economica.

E poi, ancora, Domenico Panetta, presidente di Angeli della finanza, un’associazione di volontariato distribuita su tutto il territorio nazionale., e Paolo Frison, coordinatore di S.t.r.a.d.e., ovvero del servizio territoriale accompagnamento nella difficoltà economica della Caritas Vicentina. A coordinare l’incontro sarà Mariagrazia Bonollo, giornalista e ufficio stampa della Caritas Vicentina stessa. Sarà presente anche l’assessore alla famiglia del Comune di Bassano Erica Bertoncello.

Cronaca di una passione è interpretato da Vittorio Viviani e da Valeria Ciangottini, un lavoro “struggente e doloroso – si legge in una presentazione -, toccante e commovente dedicato ai tanti suicidi di coloro che non hanno retto alla crisi economica. Ispirandosi a fatti di cronaca realmente accaduti Cattani entra con estrema delicatezza e rispetto nel vivo di un dramma quanto mai attuale: in un Paese ferito in profondità dalla crisi economica, la tragedia di chi perde tutto strozzato non da volgari usurai ma da uno Stato sordo ed indifferente, che non ha più alcun moto di comprensione e oramai privo di ogni senso di umanità”.

Il film sarà protagonista di un vero e proprio tour in tutta Italia, iniziato il 7 novembre proprio in Veneto, la regione più toccata dai suicidi per la crisi economica nel triennio 2012-1015. Accanto alla proiezione e al confronto con i diretti protagonisti del film, anche un incontro con il pubblico e le associazioni che combattono in prima linea per la tutela delle vittime di questa tragedia. La prima tappa è stata al Cinema Roma di Vicenza.

Quanto alla trama del film, Giovanni e Anna sono due coniugi sessantenni che per una vita hanno vissuto insieme serenamente e dignitosamente, gestendo con passione la loro trattoria nella cittadina di provincia in cui vivono. Da qualche anno però anche la loro attività risente della grave crisi economica. Accumulano debiti con lo Stato a causa di una cartella esattoriale che non sanno come saldare. Tirano avanti finché l’agenzia di riscossione dei tributi decide per loro disponendo il pignoramento forzato della loro casa e la successiva messa all’asta.

Da questo momento per Giovanni e Anna comincia un inesorabile calvario che li porterà alla perdita della loro attività, della loro casa, della loro serena quotidianità ed intimità. Trasferiti in una casa famiglia dai servizi sociali, saranno costretti a vivere in camere separate e in condizioni quasi di degrado. Abbandonati al loro destino e ignorati dalla società nonostante ne facciano parte, i due coniugi, pur avendo la morte nel cuore, faranno di tutto per ricominciare a vivere. Quando la posta in gioco sarà la dignità, sceglieranno una soluzione estrema.

Tra il 2012 e il 2015 in Italia, 628 persone si sono tolte la vita per cause legate direttamente al deterioramento delle condizioni economiche personali o aziendali. Su un totale di 16,7 milioni di pensionati italiani, quasi 8 milioni percepiscono meno di mille euro mensili e oltre 2 milioni meno di 500 euro.  Nello stesso periodo sono state chiuse più di 450 mila aziende di cui 57 mila per fallimento.

Gli ultimi dati del rapporto Istat documentano un Paese con consumi calanti e famiglie che non possono permettersi cure ed esami diagnostici, pagare le bollette e il riscaldamento, con povertà e rischio di esclusione che riguardano un quarto della popolazione, ai livelli più alti d’Europa. Il rapporto segnala che in Europa oltre alla disoccupazione cresce la precarietà, quella che sino a poco tempo fa era uso edulcorare chiamandola flessibilità.

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