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Inaugurato il bacino di laminazione di Caldogno

“Questa è un’opera simbolo della rinascita del Veneto sul piano della sicurezza idraulica”. Così, il presidente della Regione Luca Zaia, inaugurando oggi il bacino di laminazione di Caldogno, la cui realizzazione era iniziata nel mese di marzo del 2014. Si tratta di una delle maggiori opere cantierate dalla Regione per la mitigazione del rischio idrogeologico nel territorio veneto, con un investimento di 40 milioni di euro. Alla cerimonia di inaugurazione sono intervenuti il sindaco di Caldogno Nicola Ferronato, il consigliere delegato della Provincia di Vicenza Renzo Marangon, l’assessore regionale alla difesa del suolo e alla protezione civile, Gianpaolo Bottacin, consiglieri regionali, parlamentari ed europarlamentari, gli altri sindaci della zona, oltre alle associazioni di categoria ed ai rappresentanti delle aziende che hanno progettato opera ed eseguito i lavori.

Per sottolineare la rilevanza del nuovo bacino di laminazione il presidente Zaia ha ricordato i numeri che lo contraddistinguono: è stato realizzato su una superficie di 110 ettari ed ha un volume massimo invasabile di 3,8 milioni di metri cubi d’acqua, di cui 2,3 milioni di metri cubi nella cassa di monte e 1,8 milioni nella cassa di valle. Le imprese incaricate dell’esecuzione sono state 12, 8 i subappaltatori e 45 i prestatori d’opera.

Zaia ha ricordato l’entità dell’alluvione del 2010, in occasione della quale furono registrati 32 sfondamenti arginali, e l’impegno profuso dalla Regione per far riprendere la marcia di una macchina, quella della sicurezza idraulica, ferma ormai da decenni. Da allora sono stati avviati 925 cantieri per un importo di 911 milioni di euro, nonostante la scarsità di risorse disponibili. “E’ stata una grande sfida – ha sottolineato il presidente – che abbiamo affrontato senza imporre tasse regionali ai veneti, lasciando nelle tasche dei cittadini un miliardo 159 milioni che diventano un investimento per l’economia del Veneto”.

Da realizzare ci sono ora, nella nostra provincia, il bacino di laminazione sul torrente Agno Guà, nel territorio comunale di Trissino, di prossima inaugurazione, quello di Viale Diaz in Comune di Vicenza, e il primo stralcio dei lavori sull’Astico, tra Sandrigo e Breganze. Tornando a quello di Caldogno, Zaia si è augurato che non venga mai usato e che i territori utilizzabili restino a tempo pieno per l’agricoltura. Ha confermato anche la volontà di realizzare in quest’area l’Oasi di Vegre, ma ha evidenziato che dei 15 mila metri quadrati previsti solo 7 mila sono nella disponibilità della Regione e per procedere occorre quindi trovare un accordo con i proprietari dell’altra parte delle aree. A conclusione della cerimonia il bacino ha ricevuto la benedizione impartita dal parroco di Caldogno don Giampaolo Barasse.

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