Adozioni gay, insorgono i cattolici tradizionalisti

Dal gruppo cattolico tradizionalista “Fedeli richiedenti la Messa in latino a Vicenza e in Val d’Alpone dal 2008 al 2015” riceviamo e pubblichiamo.

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Molto scalpore hanno fatto alcune affermazioni pronunciate in una recente conferenza in sala stucchi di Palazzo Trissino, a Vicenza. “L’adozione normale per una coppia dello stesso sesso? È un campo di discussione aperto, non c’è una preclusione”. Siamo ormai avvezzi ad ascoltare simili discorsi, ma ha stupito molto che l’artefice sia stato don Matteo Pasinato, che è il direttore dell’ufficio diocesano vicentino per la pastorale Sociale e del Lavoro.

Stupisce ancora di più apprendere che svolge anche la mansione di ”teologo”, come ha sottolineato Monsignor Pizziol, in un suo intervento, cercando di rintuzzare le curiose esternazioni del suo prelato. Il vescovo ha rimarcato che le posizioni di don Pasinato non rispecchiano la posizione ufficiale della chiesa di Vicenza, e che si tratta di ”un contributo dal punto di vista teologico e pastorale a una discussione che ha una sua legittimità e un peso nella vita delle persone”.

Ora: quanto ha opinato il prete-teologo non va solo contro il pensiero della diocesi berica ma di tutta la dottrina della Chiesa universale, ed inoltre è abbastanza singolare che si occupi di questioni teologiche e dogmatiche. Tanto più che don Matteo era seduto al tavolo con membri dell’associazione Arcigay di Vicenza. Questi episodi non sono nuovi: mercoledì 6 maggio, a Vicenza, alle 18.30, nel salone d’onore del Palazzo delle opere sociali, in Piazza Duomo, è stato presentato il libro ‘’L’amore omosessuale’’, con una nutrita partecipazione curiale tra cui don Andrea Guglielmini, assistente generale dell’azione cattolica vicentina.

L’evento ha avuto il patrocinio (tra gli altri) di: Ufficio per la pastorale per il matrimino e la famiglia della Diocesi di Vicenza, Cti Coordinamento teologhe italiane, Libreria San Paolo, Pastorale giovanile le diocesi di Vicenza, Società generale di mutuo soccorso, Centro culturale San Paolo onlus, Congregazione dell’oratorio di Vicenza, Caritas vicentina, Azione cattolica Vicenza. Anche dell’associazione La parola: se se ne visita il sito  si noterà che è formato da ‘’persone omosessuali credenti’’, il che è una palese e lapalissiana contraddizione in termini.

Il famoso avvocato Gianfranco Amato, membro dei Giuristi per la vita, in un suo articolo su Il Timone ha stigmatizzato questo incontro soprattutto per il fatto che gli autori del testo si definiscono sperimentatori e sostengono che la Chiesa sia pronta per un cambio di passo e che si debba interrogare sulle ragioni profonde che spingono a un riconoscimento anche sacramentale di questo tipo di unioni.

Questo dice molto sull’atmosfera ecclesiale che si respira negli ambienti ecclesiali di casa nostra nonostante gli argini posti dall’Ordinario. Oltre a questo resta da ancora da risolvere la questione della Messa more antiquo in città. Oltre ai coetus esistenti ve ne sarebbero altri che la attendono nel capolouogo, in base al Motu Proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI che permette l’esistenza di più gruppi stabili in una medesima diocesi.

Fedeli richiedenti la Messa in latino a Vicenza e in Val d’Alpone

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