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Tina Anselmi, a destra. Accanto a lei, si riconoscono Ciriaco De Mita e Sergio Mattarella
Tina Anselmi, a destra. Accanto a lei, si riconoscono Ciriaco De Mita e Sergio Mattarella

Addio a Tina Anselmi. Venerdì i funerali

Si terranno venerdì pomeriggio, a Castelfranco Veneto, sua città natale, i funerali di Tina Anselmi, scomparsa ieri all’età di 89 anni.  “Una donna veneta che ha scritto una pagina importante della storia del nostro Paese e di cui il Veneto deve andare orgoglioso”. Sono queste le parole con cui l’ha ricordata il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia. Ma sono molti coloro che l’hanno rivcordata ieri, tra gli esponenti del mondo politico ed anche al di fuori di esso. Del resto è vero che la Anselmi è stata un personaggio di rilievo nella storia italiana dei passati decenni, quantomeno per quel ruolo che ha avuto di presidente della commissione d’inchiesta sulla P2.

Un pagina nerissima della nostra storia, che Tina Anselmi affrontò allora con la schiena dritta, anche se purtroppo, non certo per colpa sua, l’evoluzione successiva del Paese non è stata quella che lei probabilmente aveva auspicato. La storia di Tina Anselmi del resto era cominciata proprio con un coraggioso impegno contro la tirannia, quando giovanissima faceva la staffetta partigiana e contribuiva a liberare l’Italia dalla piaga del fascismo.

Fu costretta persino, come ricorda il sindaco di Bassano Riccardo Poletto, che sarà al funerale, ad essere testimone, a soli 17 anni, dell’eccidio del 26 settembre 1944 quando, nella città del Grappa, i nazifascisti impiccarono lungo la strada 32 partigiani. “Questo episodio – ricorda Poletto – ne consolidò le radici bassanesi, la fece diventare partigiana durante l’ultimo periodo della Seconda Guerra Mondiale e la rese donna impegnata a favore della libertà e della giustizia, anche negli incarichi istituzionali che ricopri nella sua vita”. Il Comune di Bassano del Grappa ha richiesto al Comune di Castelfranco Veneto di essere presente con il gonfalone della città, decorato con medaglia d’oro al valor militare.

Il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha voluto invece soprattutto rendere “omaggio al simbolo ante litteram dell’emancipazione femminile” rappresentato da Tina Anselmi, definendola “antesignana del riconoscimento della donna in campo politico e sociale. Una grande donna, una grande veneta – ha concluso Zaia, che ha attraversato per decenni la politica nazionale in ruoli di responsabilità e visibilità senza essere mai neppure sfiorata da sospetti e allusioni”. Un aspetto, questo legato alla emancipazione femminile, che Tina Anselmi ha bene incarnato anche per essere stata la prima donna in Italia a diventare ministro, tra l’altro in un dicastero particolare e difficile come quello del Lavoro.

Il sindaco di Vicenza, Achille Variati, ha infine ricordato Tina Anselmi con queste parole:  “La ricordo per il rigore e il coraggio che ha sempre dimostrato, quel coraggio che la portò a partecipare alla Resistenza e ha contraddistinto successivamente la sua attività politica e nelle istituzioni.  La conoscevo personalmente e, alle elezioni regionali del 1995, che poi mi portarono a diventare consigliere, proposi Tina Anselmi per la candidatura alla presidenza, ritenendo che fosse la scelta ideale per guidare il Veneto. Purtroppo quella candidatura non si concretizzò. Mi auguro che la sua figura possa essere di esempio per tutti coloro che si impegnano per il bene comune e la difesa delle libertà”.

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