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Vicenza, al via la stagione della Società del Quartetto

Sarà la pianista ventitreenne Beatrice Rana ad inaugurare, lunedì 31 ottobre, al Teatro Comunale di Vicenza, la nuova stagione di concerti della Società del Quartetto. Nel programma della serata c’è uno dei capolavori di Johann Sebastian Bach, le Variazioni Goldberg. L’appuntamento è per le 20.45 ma ci sarà un prologo, 
alle 20,15, nel foyer del teatro, dove Cesare Galla traccerà un profilo della giovane concertista. La pianista leccese, nonostante la giovane età, è già stata capace di imporsi grazie alla sua tecnica cristallina e alla esuberante personalità artistica.

“Ha convinto – spiega una nota di presentazione della serata – l’esigente pubblico che frequenta sale da concerto come la Wigmore Hall di Londra, il Kennedy Center di Washington, la Konzerthaus di Vienna, la Tonhalle di Zurigo, il Théâtre des Champs-Elysées di Parigi e la Philharmonie di Colonia. E merita ricordare che la pianista italiana è già stata diretta da personaggi come Riccardo Chailly, Antonio Pappano, Trevor Pinnock e Zubin Mehta, suonando come solista al fianco di orchestre di antico lignaggio, fra le quali London Philharmonic Orchestra, Dresden Philharmonie, Los Angeles Philharmonic, Orchestre National de France, Bbc Philharmonic e l’orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, oggi la più importante orchestra italiana”.

Beatrice Rana debutta come solista a soli nove anni e a 16 si diploma a pieni voti al Conservatorio di Monopoli, sotto la guida di Benedetto Lupo, suo maestro e mentore che continua a seguirla ancora oggi. Si impone poi all’attenzione della critica e del pubblico internazionali vincendo nel 2011 il primo premio e tutti i premi speciali della giuria al Concorso di Montreal e, nel 2013, la medaglia d’argento ed il premio del pubblico al Concorso Van Cliburn, uno dei più selettivi al mondo. Nel settembre del 2015 è entrata a far parte del “Bbc new generation artist” e dall’aprile di quest’anno del “Borletti-Buitoni Trust”.

Quanto alle Variazioni Goldberg, di Johann Sebastian Bach, si tratta di uno dei capolavori della letteratura pianistica di tutti i tempi. Scritta “per il diletto dello spirito” intorno al 1740, la composizione fu in gran parte ignorata durante tutto l’ottocento e venne scoperta dal grande pubblico solo nella seconda metà del novecento grazie a due incisioni discografiche al pianoforte di Glenn Gould (nel 1955 e nel 1981), che presto divennero un cult. Prima e dopo di lui, molti grandi pianisti hanno affrontato questo capolavoro in recital o in incisioni discografiche. Vanno ricordate quelle di Rudolf Serkin, Claudio Arrau, Rosalyn Tureck, Wilhelm Kempff, András Schiff, Daniel Barenboim, Alexis Weissenberg, Murray Perahia, Angela Hewitt e Keith Jarrett.

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