Cultura e Spettacoli

Stagione della Oto al via con Beethoven e Mendelssohn

Prende il via, a Vicenza, lunedì 24 ottobre, la nuova stagione dell’Orchestra del Teatro Olimpico. Sarà la decima stagione che si realizza al Teatro Comunale, la ventiseiesima dalla fondazione della Oto e la terza da quando l’orchestra vicentina si è trasformata, unico esempio nel Veneto e fra i pochi in Italia, in una “bottega” musicale all’interno della quale 45 maestri d’orchestra under 30 ed un pool di tutors lavorano fianco a fianco per mettere a punto le varie produzioni. Per il concerto inaugurale della stagione 2016/17 il direttore principale dell’orchestra, Alexander Lonquich, proporrà musiche di Beethoven (l’ouverture Coriolano e la Settima Sinfonia) ed il celebre Concerto in mi minore per violino e orchestra di Mendelssohn, con Carolin Widmann nella veste di solista.

“Composto nei primi mesi del 1807  – spiegano gli organizzatori illustrando le musiche del concerto – per il dramma di Heinrich Joseph von Collin basato sulla vicenda del patrizio romano Gneo Marcio, il Coriolano in realtà rimase un brano a sé stante dallo spettacolo teatrale, che peraltro risultò di modesto valore soprattutto se paragonato all’omonimo lavoro di Shakespeare. Lo testimonia anche il fatto che l’ouverture non venne eseguita alla prima del dramma, il 24 aprile del 1807, ma solo parecchi mesi più tardi”.

Quanto al Concerto per violino e orchestra di Mendelssohn, il compositore tedesco lo concepì nell’arco dei sei anni, dal 1838 al 1844. Fin dalla prima esecuzione, al Gewandhaus di Lipsia nel marzo del 1845, il brano ottenne uno strepitoso successo di pubblico e viene oggi considerato dai critici uno spaccato fedele del mondo interiore di Mendelssohn, “il più classico fra gli autori romantici”.

La serata proseguirà, dopo l’intervallo, con un secondo capolavoro di Beethoven, la Settima Sinfonia, del 1812, concepita assieme all’Ottava. Fin dalla prima esecuzione viennese del 1813, questa sinfonia, in la maggiore, riscosse grande successo di pubblico, che pretese l’immediata ripetizione del secondo stupendo movimento: una tradizione che proseguì per molti anni. Estrosa ed esuberante, quasi stravagante, la Settima fu elogiata soprattutto da Wagner che la considerò “un’apoteosi della danza”.

Infine, per quanto riguarda Carolin Widmann, la quarantenne violinista bavarese è un’artista assai versatile, perfettamente a suo agio nei grandi concerti classici, nei recital per violino solo, nel repertorio cameristico, nella musica contemporanea e nel ruolo di violino concertatore. Suona un violino Guadagnini del 1782. Artista dell’anno, nel 2013, agli International Classical Music Awards, ha suonato con la Gewandhaus di Lipsia, l’Orchestre National de France, la Tonhalle di Zurigo, la Filarmonica della Repubblica Ceca, la Sinfonica della Radio di Vienna, la London Philharmonic, la Bbc Symphony, la Bayerische Rundfunk Orchestra e quest’anno debutterà con la Royal Philharmonic, la Irish Chamber Orchestra, la Sinfonica di San Paolo e i Nürnberger Symphoniker. Biglietti e maggiori informazioni sul sito www.tcvi.it.

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