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Dipendenze e crescita a “Vivere sani, vivere bene”

Nella patria dello Spritz un incontro che traccia un quadro sulle nuove dipendenze alcoliche. A “Vivere sani, vivere bene”, rassegna organizzata annualmente dalla Fondazione Zoè che quest’anno e per il prossimo biennio si concentra su “la mente in salute”, Vincenzo Balestra, primario di psichiatria e direttore del dipartimento Dipendenze della Ulss 6 di Vicenza, parlerà domani, mercoledì 12 ottobre, alle 18, nella sede della Fondazione Zoé, a Vicenza, di quanto lo sviluppo di una dipendenza patologica sia strettamente legato a quanto è avvenuto nella vita del soggetto prima dell’incontro con le sostanze, in un icontro intitolato “La mente schiava”. Nella maggioranza dei pazienti si riscontrano, infatti, strutture di personalità fragili con gravi difficoltà nei processi di mentalizzazione.

Ragazzi delle medie che arrivano in Pronto Soccorso intossicati dai troppi spritz o dalla moda degli «shottini», bicchierini di superalcolici assunti in maniera ripetuta alle feste. E il Veneto, assieme al Friuli, detiene il poco invidiabile primato di regione con più alto consumo di alcol in Italia. A che cosa devono prestare attenzione i genitori per capire se il proprio figlio rischia di entrare nel tunnel di una dipendenza? A queste e ad altre domande risponderà il dottor Balestra.

“Nel Veneto – spiega il dottore – il consumo di droghe legali e non legali è in costante trasformazione. Tra i giovani (15 e i 24 anni) le sostanze più consumate sono alcol e cannabinoidi. Tra le ragazze è in forte ascesa anche il consumo del tabacco. Fino a qualche anno fa le consumatrici erano molte meno dei consumatori. Oggi per alcolici, sigarette e cannabinoidi praticamente non c’è più una differenza di genere”.

Al servizio territoriale per le dipendenze di Vicenza, si rivolgono ancor oggi persone che hanno soprattutto problemi con l’eroina. Accanto a eroina, cocaina e cannabis ci sono poi le nuove droghe, sintetizzate in laboratorio, i cannabinoidi sintetici, la ketamina (un anestetico per uso animale utilizzato per lo sballo), gli allucinogeni e il metadone. Alle dipendenze si arriva quasi sempre dopo un passaggio per l’alcol e i cannabinoidi.

“È importante – ricorda Balestra – che i genitori stiano attenti e capiscano se il consumo è transitorio o di tipo ricreativo, oppure identitario o autoterapeutico. Se ci sono fattori di vulnerabilità e di rischio di tipo psicologico, relazionale, educativo o sociale è molto facile che dal consumo occasionale si passi alla dipendenza. Quando un figlio si ubriaca o fa uso di cannabis, un genitore deve chiedersi se ci sono, pre-esistenti, problemi di tipo relazionale, affettivo o sociale che trovano un momentaneo sollievo nell’uso di sostanze stupefacenti: in questo caso il rischio va affrontato immediatamente e seriamente”.

La repressione, l’inasprimento delle pene e le campagne di informazione sui danni di alcol e droghe, come strategie preventive non si sono mostrate efficaci sui giovani. Molto più valida è la peer education e gli interventi nelle scuole, cercando di rendere i giovani protagonisti.

Dopo l’incontro delle 18 con il dottor Vincenzo Balestra, la rassegna “Vivere sani, vivere bene”, proseguirà alle 20.45. Cristiana Duregon, psicologa e psicoterapeuta di grande esperienza, membro dell’Associazione Kairos Donna, spiegherà la complessità dello sviluppo della mente dei bambini, fornendo strumenti essenziali per affrontare problematiche sempre più diffuse come i deficit di attenzione, l’iperattività e i disagi vissuti in ambiente scolastico, nell’incontro “mente in crescita”. Entrambi gli appuntamenti sono a ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti. È raccomandata la prenotazione: sul sito www.vsvb.it, chiamando al 0444 325063 o via mail organizzazione@fondazionezoe.it.

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