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Sanità, ok a 9 Ulss in Veneto. Nel vicentino sono 2

“Ringrazio i Consiglieri della maggioranza per la determinazione, la tenacia e il senso del dovere dimostrato nel portare avanti una parte fondamentale della riforma della sanità veneta come l’individuazione del numero delle Ulss”. Sono queste le parole con cui il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha espresso la sua soddisfazione per il passo avanti, importante, fatto oggi in Consiglio regionale dalla sua riforma del sistema sanitario veneto.

Luca Zaia
Luca Zaia

L’aula di Palazzo Ferro Fini ha infatti approvato questo pomeriggio l’articolo del progetto di legge di riforma della sanità che determina in nove il numero delle Ulss nella nostra regione. Per quanto ci riguarda va sottolineato che la provincia di Vicenza ne ha due, con quella di Bassano (“Pedemontana”) che si aggiunge a quella del capoluogo. Le altre corrispondono ai territori provinciali, con un’altra eccezione per quello di Venezia, anch’esso con una seconda Ulss (“Veneto Orientale”) con sede a San Donà di Piave.

“Il voto – ha sottolineato ancora Zaia – è frutto di una discussione approfondita, nella quale è stato lasciato ampio margine all’opposizione. Com’è giusto in democrazia, però, chi ha ricevuto dai veneti il mandato di governare aveva ed ha il diritto dovere di fare delle scelte, portando avanti le riforme promesse nonostante l’ostruzionismo”.

Stefano Fracasso
Stefano Fracasso

“Sono grato dunque a questa squadra di maggioranza – ha aggiunto il presidente della Regione – che mi segue fin dal primo giorno di legislatura, e che ha portato a termine un percorso faticoso, confermando le nove Ulss nelle quali operano già i direttori generali titolari. Manca ora  una parte non meno importante relativa all’intero provvedimento. Mi auguro che, pur attraverso un doveroso e approfondito dibattito, si arrivi più presto al voto, perché la sanità veneta e i veneti hanno bisogno di questa riforma”.

Tra i primi a commentare il voto di oggi sulla sanità del Consiglio regionale, c’è il consigliere del Pd Stefano Fracasso, che ha parlato di una soluzione brutta per il Veneto, ma buona per il vicentino. “Nell’ottica della riorganizzazione – ha messo in evidenza – la soluzione adottata per la provincia di Vicenza è buona, con due realtà che seguono il criterio dei bacini ottimali di circa 400-500 mila abitanti indicato anche dall’Università Ca’ Foscari. È una soluzione che abbiamo sempre sostenuto e che chiedevamo anche per le altre province. Abbiamo fatto quanto possibile perché anche gli altri territori potessero veder riconosciute le loro prerogative. Purtroppo non sarà così. Basta guardare Verona dove nascerà una Ulss mostro, che si porterà in dote decine di milioni di euro di deficit. Continueremo comunque il confronto sulla legge perché altre questioni attendono risposte”.

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