Veneto

Sanità, il Consiglio regionale approva la riforma

“Oggi va al suo posto una pietra angolare di tutta la legislatura. Riformare la sanità era un forte impegno elettorale, ma anche una necessità imprescindibile, per rispondere con un’organizzazione  più moderna alle sfide poste dalla contrazione dei finanziamenti nazionali, dal crescere dell’aspettativa di vita dei veneti e della loro richiesta di salute, per spostare ancora di più la barra della spesa dalla burocrazia alle cure, per sostenere ancor di più l’innovazione tecnologica e l’investimento sulle professionalità”.

Sono le parole con cui il presidente della Regione, Luca Zaia, ha commentato l’approvazione, avvenuta nella notte, in Consiglio regionale, della riforma della sanità veneta, con la fissazione del numero delle Ulss a nove in tutto (erano 21) e con la nascita della Azienda zero, sulla quale si concentreranno funzioni amministrative che ora sono invece sparse tra le diverse aziende sanitarie. Voto contrarie alla riforma è stato invece espresso dalle opposizioni, sia quelle che fanno riferimento al Partito Democratico che il Movimento Cinque Stelle.

“Ringrazio la maggioranza – ha aggiunto Zaia – he ha dato in questo frangente una dimostrazione di compattezza nel rispetto degli impegni presi in campagna elettorale. Potevamo anche fare più presto, ma era giusto dare a tutti la più ampia libertà di espressione, sostanziata in decine di sedute e ben più di cento ore di discussione. Tutto ciò che c’era da dire è stato detto, poi la maggioranza ha fatto il suo dovere di governo e dato ai cittadini le risposte che chiedevano”.

“Ora pancia a terra e lavorare – ha infine concluso il presidente della Regione – per trasformare il prima possibile le scelte in operatività. Non credo che alla gente interessi più di tanto avere vicino a casa uffici con targhette che smanettano carte. Sono invece certo che i veneti vogliono efficienza organizzativa, qualità e razionalità della spesa, certezza di trovare nella loro regione le cure migliori per le varie patologie. Con questa riforma il sistema sanitario veneto si adegua e progredisce”.

Soddisfazione è stata espressa, per il varo della riforma, anche dall’assessore regionale alla sanità, Luca Coletto. “In sanità – ha sottolineato -, se stai fermo, in realtà arretri. Il Veneto va avanti con una nuova riforma amministrativa che non tocca i servizi alla gente, ma incide profondamente sulla burocrazia e sui costi amministrativi”

“Checchè ne abbiano detto poco avveduti critici – ha aggiunto l’assessore – questa riforma non sfiora nemmeno ospedali, reparti e livello quantitativo e qualitativo delle cure, anche sul territorio, ma crea invece proprio le condizioni perché, attraverso un’organizzazione più snella, si diano servizi ancora più efficaci recuperando risorse dalla spesa amministrativa. Adesso ci si mette subito al lavoro. Il tempo delle parole, anche quelle non veritiere, è finito. I veneti vogliono fatti e risultati”.

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