Veneto

Riforma della sanità veneta tra luci ed ombre

Sta facendo discutere l’approvazione, da parte del consiglio regionale del Veneto, della nuova legge di riforma della sanità nella nostra regionale. La normativa, come è noto, non viene condivisa dalle varie opposizioni, ma riserve sono state espresse da più parti, comprese varie amministrazioni comunali, perplesse per un possibile allontanamento dai territori del potere decisionale, indiscutibile tutto questo se si considera l’istituzione dell’Azienda zero, che accentrerà a Venezia ogni più importante funzione amministrativa, e la drastica riduzione delle Ulss, divenute ormai molto grandi e di ambito provinciale.

Anche Federsolidarietà Confcooperative Veneto interviene ora a commento della riforma sanitaria dicendo di aver fiducia “nella possibilità di discutere con la Regione sulle modalità operative”. Tuttavia ritiene difficile dire “come questa riforma inciderà sul sistema dei servizi alla persona e sulla qualità dell’assistenza che si offre alle persone deboli, fragili e svantaggiate”. L’associazione riunisce più di 430 cooperative sociali del territorio regionale, con oltre 24 mila lavoratori e 80 mila soci, e impatta sulla vita di decine di migliaia di famiglie venete con bambini, anziani, persone disabili o con problemi di salute mentale, persone con problemi di dipendenza, con percorsi in strutture di detenzione, in stato di emarginazione o donne vittime di violenza.

“Chiaramente – sottolineano i vertici dell’associazione -, dato il nostro tipo di utenza, ci sembra di capire che questa riforma avrà effetti profondi sull’architettura del sociale veneto. Tuttavia, quello della nuova legge 23 è un testo complesso, che stiamo analizzando con attenzione. Riteniamo che nella sua stesura vi siano elementi potenzialmente positivi per la cooperazione sociale. Ad esempio, nell’uniformarne gli standard di qualità dei servizi sul territorio, quantomeno a livello provinciale, o nel risparmiare risorse da reimpiegare per innalzare la qualità dei servizi ai cittadini. D’altra parte, vi sono altri aspetti che possono rappresentare motivi di instabilità e possibile attrito. Siamo fiduciosi nella possibilità di discutere con la Regione sulle modalità operative che porteranno all’applicazione della nuova legge, per non togliere opportunità ai cittadini in difficoltà”.

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