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Renzi a Padova. Ma i tagli alla ricerca continuano

Sono saltate ieri, a causa del sisma che ha di nuovo colpito il centro Italia, le programmate serate, a Vicenza e Padova, che il premier Matteo Renzi intendeva dedicare alla campagna referendaria per l’appuntamento del 4 dicembre. Renzi però aveva in agenda anche una visita, questa mattina, all’Università di Padova, ed a questo appuntamento non è mancato. Ne hanno dato ampiamente conto i telegiornali nazionali quest’oggi, ed in molti avranno notato le parole spese dal presidente del Consiglio a proposito del tema della fuga dei cervelli, ed anche il suo invito a superare una sorta di luogo comune. “Quelli che fuggono sono cervelli – ha detto -, mentre quelli che restano non lo sono?

Si potrebbero versare fiumi d’inchiostro a commento di questo scottante e drammatico argomento. Naturalmente, ci asteniamo dal farlo, ci mancherebbe che ci addentrassimo nelle pratiche clientelari che affliggono il Bel Paese, o nelle scarse risorse che esso destina alla ricerca. Segnaliamo però il quesito che si pone la deputata veneta del Movimento Cinque Stelle Silvia Benedetti, ovvero quali risposte avrà dato il premier alle domande degli studenti e dei ricercatori dell’ateneo patavino?

“Anno 2014 – ricorda la parlamentare -: taglio di circa 400 milioni di euro destinati alla ricerca. Anno 2015: ancora tagli pari a circa 87 milioni di euro. La legge di stabilità ha diminuito di ulteriori 30 milioni di euro. La cifra può sembrare di poco conto, ma il tutto si somma ad una situazione già esistente di sottofinanziamento ormai cronica. Continui tagli possono solo portare ad una offerta formativa scadente e ad uno scarso livello di ricerca, oltre che ad un crollo delle immatricolazioni”.

“Considerando che il fondo di finanziamento ordinario – continua la Benedetti – è stato ridotto di circa un miliardo di euro e che per i progetti di ricerca di interesse nazionale gestiti dal Prin vengono distribuiti circa 30 milioni di euro l’anno, che corrispondono a circa 600 euro per docente, mi chiedo come tagli su tagli possano impedire a persone capaci ed indipendenti, quali sono i nostri studenti, di scegliere la fuga da un Paese che non prospetta un concreto futuro. Il governo da un lato regala centinaia di milioni di euro l’anno agli altri Stati membri tramite i Programmi di ricerca europei, dall’altro in casa propria affonda istruzione pubblica e ricerca. Un controsenso, oltre che una vergogna.”

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