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Popolare Vicenza, verso l’azione di responsabilità

“Il consiglio di amministrazione della Banca Popolare di Vicenza ha definito il cronoprogramma per la proposizione dell’azione di responsabilità. In base alla documentazione già ricevuta, prevediamo di riunire entro la fine di novembre l’assemblea degli azionisti che delibererà sulla proposta”. Sono parole pronunciate quest’oggi, al termine del riunione del Cda della popolare vicentina, dal vicepresidente della banca Salvatore Bragantini.

Dunque sembra imboccata la strada, finalmente, verso un’azione di responsabilità nei confronti dell’establishment della BpVi che tanti danni ha causato alla città, alla sua economia e, soprattutto, a migliaia di piccoli soci azionisti che in troppi casi hanno visto andare in fumo i risparmi di una vita. Il primo ad essere chiamato in causa dovrà essere, naturalmente, Gianni Zonin, presidente “Re Sole” della banca per tanti anni che ormai è invitato ad assumersi le proprie responsabilità non solo dal popolo (tutti noi insomma) ma anche da soggetti ben più organici al potere stabilito.

Sempre per quanto riguarda il Cda di oggi della Banca Popolare di Vicenza, il vicepresidente dell’istituto di credito berico segnala qualche novità anche per quanto riguarda i tavoli di conciliazione. “Siamo in avanzata fase di messa a punto di una proposta – ha spiegato Bragantini – che prevede un parziale ristoro delle perdite di chi abbia investito in azioni della Vicenza, senza dimenticare che quello in azioni è, in ogni caso, un investimento a maggiore rischio. L’esborso a carico della banca sarà comunque delimitato previamente nel rispetto dei requisiti patrimoniali dettati dalla Bce”.

Molti limiti dunque, rimborsi molto parziali, e mani avanti sul rischio che c’è sempre dietro l’investimento in azioni… Il vicepresidente di BpVi ha comunque poi aggiunto che “una volta messa a punto, la proposta sarà illustrata alle associazioni dei consumatori e degli azionisti. Il Cda sottolinea infine la necessità che tutte le risorse disponibili siano messe a frutto per progettare una Banca che, nel rispetto della migliore storia della Banca Popolare di Vicenza, sia pronta alle sfide di domani”.

Bragantini ha concluso ricordando che la Banca “ha un rilevante patrimonio immobiliare, che va valorizzato e messo a frutto. Lo faremo senza timidezze nell’interesse della Banca, interesse che viene prima di tutto”.  Da segnalare inoltre che il Cda “ha preso atto con soddisfazione della presentazione da parte dell’amministratore delegato, Francesco Iorio, di ulteriori passi in avanti del piano di rafforzamento della posizione competitiva della banca, nella difficile congiuntura attuale”.

Merita infine ricordare che l’argomento più caldo, in questi giorni, sul fronte delle vicissitudini di banca Popolare di Vicenza, è senz’altro quello che riguarda i possibili esuberi, soprattutto in caso di fusione con Veneto Banca. Sarebbe una vera strage dato che si parla di una perdita di 1500 posti di lavoro solo per la popolare vicentina, 2500 se si sommano le due banche. Inutile dire che sindacati e dipendenti sono molto preoccupati.

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