venerdì , 30 Aprile 2021

Legge sul caporalato, Flai Cgil soddisfatta

“Nella tarda serata di ieri è stata approvata in via definitiva dalla Camera dei deputati la legge che contrasta in maniera più efficace tutti quei fenomeni che purtroppo affliggono come un cancro in settore dell’agricoltura. Una legge voluta fortemente dal sindacato e dalla nostra organizzazione, che da anni si batte al fianco dei lavoratori e dei braccianti agricoli. Lavoratori tra i più deboli, ultimi tra gli ultimi, perchè spesso invisibili nelle nostre campagne, sfruttati e sottopagati con orari di lavoro che superano le 12 ore per 35 euro al giorno. Lavoratori che finiscono nella rete dell’illegalità di trafficanti di senza scrupoli che offrono manodopera alle imprese a basso costo”.

Giosué Mattei
Giosué Mattei

Sono parole di Giosuè Mattei, segretario provinciale della Flai Cgil di Vicenza e provincia, che saluta dunque con soddisfazione il varo di questa legge, nota come legge contro il caporalato, sulla quale altri invece hanno espresso qualche dubbio, non nel merito quanto piuttosto in alcuni sui passaggi e risvolti. Una legge che, secondo il sindacalista è frutto “di battaglie, denunce e iniziative della Flai Cgil in tutto il territorio nazionale, che sembrava imminente dopo la tragica estate del 2015 in cui l’opinione pubblica ha conosciuto le condizioni di lavoro dei braccianti agricoli, con le nostre denunce delle tragiche morti di alcuni lavoratori avvenute proprio nei campi di raccolta a causa delle condizioni di lavoro estreme non degne di un Paese civile”.

“Grazie a questa legge – continua Mattei – si introducono nuovi strumenti penali per la lotta al caporalato come la confisca dei beni, l’arresto in flagranza e la responsabilità del datore di lavoro, il controllo giudiziario sull’azienda che consentirà di non interrompere l’attività agricola e la semplificazione degli indici di sfruttamento. La provincia di Vicenza non è esente da coni d’ombra in cui si annidano situazioni di sfruttamento e illegalità, con la mancata applicazione dei contratti provinciali di lavoro, con il lavoro nero e con l’evasione contributiva”.

“Ma la fonte di preoccupazione maggiore – conclude – è determinata dalle cooperative che offrono manodopera alle imprese ad un costo basso, generando un damping salariale e di costi che di certo mette fuori gioco chi invece applica i contratti e la legge. Questa legge la vogliamo dedicare a quei braccianti che non hanno fatto ritorno a casa, e alle lavoratrici e ai lavoratori che hanno ricevuto pochi euro dopo una giornata di lavoro fatta di negazione dei diritti e di fatica”.

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