Economia

BpVi, sindacati: “Parole di Mion inaccettabili”

Dopo le dure parole della Uilca, anche gli altri sindacati dei dipendenti del gruppo Banca Poplare di Vicenza, ovvero Fabi, First Cisl, Fisac Cgil e Unisin intervengono  con altrettanta decisione definendo destabilizzanti e minacciose le dichiarazioni degli giorni scorsi del presidente dell’istituto di credito, Gianni Mion, ricordando inoltre che sindacati, dipendenti, soci e clienti sono ancora in attesa di conoscere il piano industriale.

“Le affermazioni del presidente di BpVi – scrivono in una nota – sono inaccettabili perché nessuna trattativa è ancora partita, così come previsto dalle norme che regolano i contratti di lavoro. Nell’incontro dello scorso 29 settembre, Mion non ha fornito cifre o dati, si è ossessivamente concentrato su di una massiccia riduzione di costi definendo il piano, la cui approvazione si attendeva per Mercoledì 26, un progetto di puro galleggiamento. Di quel piano non c’è nulla, mentre ci sono, e chiare, le minacce di tagli strutturali”.

“Dottor Mion continuano i sindacati -, lei sa che è diventato presidente di una banca? Ci vuole cautela. Utilizzare convegni più o meno ufficiali per divulgare numeri è un modo poco serio e non certo corretto di affrontare le relazioni industriali. Si rende conto che ogni numero corrisponde ad una persona ed ogni persona rappresenta una famiglia? Due settimane fa ci ha inviato una lettera nella quale dichiarava che tutte le ipotesi relative ad interventi sul personale apparse sui quotidiani non provenivano da fonte aziendale. Due giorni fa lo ha smentito clamorosamente”.

“Presidente, lei sa che i clienti leggono, vedono e ascoltano? Non pensa che le sue poco rassicuranti parole possano spaventare anche la clientela, che è il nostro bene primario? Lei si reputa una persona del Veneto con faccia presentabile. Continuando così rischia invece di essere ricordato come il desertificatore di un territorio già duramente colpito. Queste sigle sindacali faranno barricate per legittima difesa e nel farlo coinvolgeranno tutto il settore bancario nazionale. Attendiamo il piano industriale. Questo è il compito di un top management serio (lautamente remunerato), non certo infondere terrore tra i dipendenti e i clienti”.

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