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Il complesso edilizio di Borgo Berga divenuto scenario di “Freaks Against The Machine”
Il complesso edilizio di Borgo Berga divenuto scenario di “Freaks Against The Machine”

Borgo Berga, Freaks of Nature “riveste il mostro”

Per alcune ore, durante la notte scorsa il complesso di Borgo Berga, l’ecomostro di Vicenza, per intenderci, è divenuto lo scenario di una performance artistica, di grandi dimensioni e di grande impatto, se solo fosse rimasta là più a lungo. Invece il lasso di tempo che le è stato assegnato è stato breve, e così l’opera, chiamata “Freaks Against The Machine”, ultima in odine di tempo e più importante del progetto di Freaks of Nature, non ha potuto regalare una sveglia piuttosto particolare agli abitanti delle zone circostanti. Una grande creazione apparsa nella notte e poi  trasformata in una performance flash visto che, nel giro di un’ora, è sparita senza spiegazioni. Tuttavia si è trattato di una manifestazione molto chiara, ed anche di un forte atto di accusa nei confronti della politica della cementificazione e del non rispetto del territorio.

“L’opera – spiegano gli artisti che l’hanno realizzata, in tre settimane, – pesa 484 chili ed è composta da 140 metri di tela bianca dipinta a mano e 180 chili di colore verde di più tonalità: in questo modo il mastodontico complesso di Borgo Berga si è trasformato nel telaio di una maestosa opera a cielo aperto, permettendo all’arte di tornare ad essere alla portata di tutti. Protagonista simbolica di questa performance è la Natura che, grazie alla pittura e all’arte, riesce a riappropriarsi di se stessa, riprendendosi lo spazio che negli anni le è stato tolto. Come il bamboo, texture dell’opera, che cresce un metro e mezzo ogni anno, la performance ha simbolicamente ripercorso il ciclo della natura nel coprire i 15 metri di altezza degli edifici. Questo per farci intuire cosa e come avrebbero potuto essere quegli scenari se, negli ultimi dieci anni, non fossero stati cementificati e deturpati.

“In un periodo in cui l’arte non stupisce più – continuano gli artisti di  Freaks of Nature – stanotte è riuscita a sorprendere la città. L’arte è sempre rivoluzione e la rivoluzione parte sempre dal basso, come la pianta utilizzata nella performance che ha trasformato così un complesso, abbandonato a se stesso, da mostruoso a maestoso. Freaks Against The Machine è, a oggi, il lavoro più ambizioso e importante di Freaks of Nature, realizzato in uno dei complessi edilizi più controversi della regione. Da quando è iniziata, nel 2006, la costruzione del complesso di Borgo Berga, i suoi edifici sono al centro di indagini dopo che il quotidiano La Repubblica ha fatto emergere, con una sua inchiesta, problematiche politiche e ambientali piuttosto rilevanti che hanno portato alla decisione di porre sotto sequestro l’area in questione e che stanno mettendo a rischio la permanenza di Vicenza all’interno del patrimonio dell’Unesco”.

Un commento

  1. Giovanni Agnoletto

    È stato un vero peccato che l’installazione sia durata poco nel tempo ma è assai importante richiamare continuamente l’attenzione del pubblico sui misfatti politico-architettonici perpetrati dalle cosiddette autorità con la più spudorata noncuranza verso le regole vigenti e cogenti e nel più bieco disinteresse per l’estetica e, perché no, anche con scarso o nullo senso etico (pensare ai soldi sprecati) incuranti altresì dei dettami della sicurezza. Spero venga concesso a Freaks of Nature di ripristinare la propria opera onde ridurre l’orribile impatto visivo che ora è causato da quegli orrendi scheletri.

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