Apindustria, nuove frontiere per l’accesso al credito

Si è tenuta ieri presso la sede di Confimi Apindustria Vicenza l’apertura del tavolo operativo nazionale di Confimi Industria sulla “Bussola della Qualità”. Un primo confronto operativo oggetto di un memorandum d’intesa sottoscritto tra l’Abi (Associazione bancaria italiana), le principali associazioni di rappresentanza e Credit Data Research società partecipata di Moody’s Analytics. Sono stati individuati per l’incontro i territori rappresentati da Confimi Apindustria Bergamo, Confimi Apindustria Mantova e per l’appunto Confimi Apindustria Vicenza. L’obiettivo è quello di dare vita ad un nuovo percorso condiviso basato sulla valutazione qualitativa delle informazioni messe a disposizione dalle imprese alle banche.

Di comune accordo fra le parti, verranno individuate altre zone d’Italia in quanto la finalità del percorso condiviso è quella di avviare a livello locale i test dell’applicazione grazie alla collaborazione delle associazioni d’impresa firmatarie e delle banche che aderiranno all’iniziativa sul territorio. Per fare questo Credit Data Research ha sviluppato Quality Compass, chiamato in italiano “La bussola della qualità”, uno strumento tecnologico innovativo e unico nel suo genere a livello internazionale, pensato per rafforzare i rapporti tra aziende e istituti di credito attraverso una diversa valutazione delle imprese da parte delle banche in merito alla concessione di crediti e finanziamenti.

“Il nuovo strumento – ha spiegato Flavio Lorenzin, vicepresidente nazionale di Confimi Industria e presidente di Confimi Vicenza, – i cui risultati verranno validati dalla associazione di categoria per garantirne la veridicità dei contenuti, consente di rispondere all’esigenza che le nostre aziende da diversi anni hanno manifestato a gran voce: essere valutata non soltanto in base ad una capacità di rendimento espressa in termini quantitativi dai numeri presenti nel bilancio, ma anche con una misura qualitativa, attraverso nuovi dati che riescano a far emergere il vero merito creditizio dell’impresa.

“Siamo usciti dall’incontro soddisfatti – ha poi concluso Lorenzin – soprattutto per aver realizzato come le banche stiano iniziando a valutare seriamente il rating qualitativo di un’azienda nella valutazione del merito creditizio. Questo può fare giustizia a molti imprenditori che negli ultimi anni si sono visti negare la possibilità di accedere a risorse preziose per effettuare nuovi investimenti, pur risultando meritevoli di fiducia e sostegno”.

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