Economia

Allarme di Moody’s, BpVi: “Risponderanno i fatti”

Queste agenzie di rating americane, Moody’s e Standard & Poor’s innanzitutto, dovrebbero essere forse un po’ più prudenti, e ci stiamo esprimendo con tutto il garbo possibile. Moody’s ha infatti ieri  diffuso un comunicato che suona come un allarme, ed usiamo ancora il massimo del garbo. Ha detto che se in Italia prevarrà il No al referendum costituzionale si avranno conseguenze per le banche del Bel Paese che navigano in cattive acque. A parte il fatto che si tratta di una vera intromissione in faccende interne ad una nazione sovrana, viene subito da pensare ai tanti allarmi che furono lanciati non più di qualche mese fa a proposito della Brexit.

Se il Regno Unito fosse uscito dall’Europa, si diceva, si sarebbero verificate calamità immani, soprattutto per gli stessi inglesi. Forse è presto per dirlo, tuttavia pare che Brexit o non Brexit i grandi sommovimenti non ci saranno. Se l’Europa si troverà male in futuro sarà per sua colpa, non certo perché il Regno Unito se n’é andato. Quanto ai britannici, cominciamo davvero a pensare che ritrovando la loro libertà abbiano vinto un terno al lotto.

Se qualche conseguenza ci sarà, sia per la Brexit che per il nostro referendum costituzionale, sarà soprattutto per qualche affarista senza scrupoli al quale sarà sfilata da sotto il naso quella mangiatoia a cui si era forse un po’ troppo abituato. Le dichiarazioni di Moody’s ci riguardano da vicino perché tra gli istituti bancari che, secondo l’agenzia di rating, sarebbero colpite c’è anche la Banca Popolare di Vicenza, i cui vertici del resto non hanno gradito troppo ed hanno, proprio oggi, risposto a loro volta.

“La risposta al comunicato di Moody’s  che lancia allarmi sulle conseguenze, per la salute di alcune banche italiane, di un eventuale No al referendum costituzionale – scrive in una nota il presidente della banca, Gianni Mion, – è già stata data dal gestore di Atlante, principale azionista di BpVi e di Veneto Banca. La netta dichiarazione del professor Penati ci sostiene in una lunga e ardua opera di risanamento, certo non agevolata da allarmi come quello di Moody’s. Per noi risponderanno i fatti: se non credessimo nel futuro delle nostre banche, non avrebbe senso mettere a punto, come stiamo facendo, una proposta di parziale ristoro delle perdite subite da azionisti, tesa a ricostruire il clima di fiducia e sul quale già abbiamo segni incoraggianti, ad esempio nell’andamento della raccolta. Il tutto, ovviamente, nei limiti consentiti dalle autorità di regolazione di settore. Per noi, è questa la sola smentita che conta”.

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