Abbatte un cervo e la polizia provinciale lo ferma

Hanno sentito uno sparo, hanno quindi deciso di appostarsi e la loro pazienza è stata premiata. Gli agenti della Polizia provinciale del distaccamento di Asiago hanno atteso diverse ore, ma alla fine hanno avuto ragione lo hanno preso con le mani nel sacco. A finire nei guai in questo modo è stato un uomo di 52 anni, F.P. le sue iniziali, di Lusiana.

“Nel pomeriggio di un paio di giorni fa – ha raccontato il comandante Claudio Meggiolaro -, durante un normale servizio di pattugliamento, i colleghi hanno sentito un colpo di fucile. Giunti sul posto, e comunque consapevoli che qualcosa era accaduto, hanno deciso di nascondersi e attendere gli eventi. In tarda serata hanno notato un uomo che si aggirava in zona e che cercava di recuperare un cervo maschio adulto, che aveva abbattuto illegalmente e nascosto”. Sequestrate armi e carcassa, il cacciatore è stato segnalato all’autorità giudiziaria.

“Il cervo – spiega il comandante – è in questo momento una specie protetta, giacché la selezione sulla specie viene fatta per un paio di capi all’anno, ma non in questo periodo, ed affidata a cacciatori selezionati inseriti in un’apposita lista. Purtroppo non tutti sono rispettosi delle regole e tra tanti appassionati venatori il furbetto si trova sempre. Per fortuna poi si trova anche l’agente che lo ferma”.

Meggiolaro ricorda anche un paio di interventi per sequestrare registratori e reti da uccellagione: “Qualcuno non riesce a fare meno di comportarsi stupidamente, dimenticando che la Polizia provinciale di Vicenza resta sempre molto attiva nel controllo e nella repressione. Purtroppo questi soggetti finiscono con il gettare discredito su tutta la categoria dei cacciatori, composta per la stragrande maggioranza da persone che rispettano le regole ed anche il territorio in cui vivono e agiscono. E che collaborano attivamente con noi nel segnalare comportamenti illeciti e illegali”.

Un commento

  1. Pene troppo lievi ormai sono un invito al bracconaggio. Il sequestro non basta poiché il tipazzo può pagare una multa e riprendersi il fucile. Bisognerebbe che anche il fucile non venisse più ridato, in tal caso ben si guarderebbero dal diventare bracconieri, o fare in modo che la multa sia equiparata al danno della specie compresi gli oneri di polizia perché il costo dell’agente lo paghiamo noi .

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