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Zaia, il Tibunale della Pedemontana s’ha da fare

“Se si mette in discussione la presenza di un tribunale in un territorio come questo, li devi mettere in discussione tutti”.E’ lapidario nell’esprimere il suo pensiero il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, riferendosi al territorio bassanese, al soppresso Tribunale di Bassano e alla ipotesi, che incontra forti resistenze a livello di governo, della istituzione, sempre a Bassano, di un nuovo Tribunale della Pedemontana. Zaia lo ha detto questa mattina, partecipando, ad Asolo, ad un convegno dedicato proprio alla questione del Tribunale della Pedemontana.

Luca Zaia
Luca Zaia

Il presidente della Regione ha anche ribadito la necessità che i parlamentari veneti facciano fronte compatto per ottenere il nulla osta a questo nuovo ufficio giudiziario, per dimostrare che non si tratta di puro campanilismo, ma di una necessità concreta. Sembra quindi credere ancora fermamente nella potenzialità del progetto, così fortemente voluto dal comune di Bassano e così difficile da realizzare, almeno secondo l’opinione del ministro della giustizia Orlando.

Parlando dell’ex tribunale bassanese, chiuso a seguito dei tagli operati dall’allora Guardasigilli, Paola Severino, Zaia ha detto che “stiamo parlando di un tribunale che impiegava due anni e mezzo per chiudere una causa civile contro una media di sette anni nel resto del Veneto”. La media, merita sottolinearlo, è anche quella del tribunale di Vicenza, che impiega sette o otto anni per risolvere processi ordinari, anche a causa della soppressione dell’ufficio giudiziario bassanese, ora sulle spalle di Vicenza.

Ma, si chiedono alcuni, istituire il Tribunale della Pedemontana è davvero una buona idea? Sebbene il ministro Orlando prenda tempo, sembra di sì, sembra che in Veneto siano tutti d’accordo sulla riapertura. Riapertura, tra l’altro, in un nuovo edificio che alla data della chiusura della sede bassanese, si era appena terminato di costruire nella città del Grappa, con una spesa di 12 milioni di euro.

Zaia fa anche leva sulle potenzialità di questa zona, tirando in ballo la produttività della Regione Veneto e la possibile valorizzazione del territorio. Staremo a vedere se i parlamentari veneti sapranno lavorare “togliendosi le casacche di partito – ha conclusio – e sostenendo trasversalmente questa partita in maniera visibile e forte a livello nazionale”.

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