Valdagno, Vitaliano Trevisan presenta “Works”

Appuntamento con la letteratura contemporanea e con l’autore, venerdì 23 settembre, a Valdagno. A Palazzo Feltrai infatti, Vitaliano Trevisan presenterà il suo ultimo libro “Works”. Con lui ci saranno Claudio Bertorelli e Luca Vignaga, in un appuntamento previsto per le 20.30 ed organizzato in collaborazione con la Libreria De Franceschi. Dopo la presentazione del libro ci sarà un reading dello scrittore. Tra gli autori italiani contemporanei più noti e significativi del panorama nazionale, il vicentino Trevisan ha ben poco bisogno di presentazioni.

In questo romanzo autobiografico racconta il lavoro, nel luogo in cui esso è una religione, il Nordest, lungo un periodo che va dagli “anni Settanta fino agli anni Zero”. E attraverso questa lente scandaglia “non solo le mutazioni del nostro Paese, ma la sua stessa vita: il fallimento dell’amore, i meccanismi di potere nascosti in qualunque relazione, la storia della propria e di ogni famiglia, che è sempre una storia di soldi”. Tutto questo con la scrittura, originale e classica al tempo stesso, che ne ha fatto uno degli autori italiani piú importanti della sua generazione,.

“Perché trovo sempre un lavoro?, mi dicevo – scrive -. Perché non mi lasciano andare alla deriva in pace? Diventare un barbone. Una delle possibilità che contemplavo. Che contemplo tuttora. Poi non ho coraggio. Mi viene in mente mio padre, il poliziotto Arturo, e la sua divisa, sempre impeccabile; e mio nonno, la dignità con cui indossava il suo vestito da festa. Assurdità che sempre mi ritornano. L’origine è un vestito che uno non smette mai”.

“La condanna tutta umana al lavoro – si legge nella presentazione dell’incontro di venerdì prossimo – inizia per Vitaliano Trevisan a quindici anni, quando una sera a cena chiede al padre una bicicletta nuova, da maschio, perché girare con quella della sorella maggiore significa essere preso in giro dai compagni. Per tutta risposta, il padre lo porta nell’officina di un amico che stampa lamiere per abbeveratoi da uccelli. Così capisci da dove viene, gli dice, alludendo al denaro. Inizia per l’autore una carriera che è un succedersi di false partenze: dal manovale al costruttore di barche a vela, dal cameriere al geometra, dal disoccupato al gelataio in Germania, dal magazziniere al portiere di notte, fino allo spaccio di droga e al furto”.

Trevisan racconta “gli anni settanta schiacciati tra politica ed eroina, ai quali sembra essere sopravvissuto quasi per caso, la storia di un matrimonio e della sua fine, le contraddizioni del mondo della cultura dove, per ironia della sorte, la frase piú ripetuta è non ci sono soldi, la stessa che gli propinava il padre, la sofferenza psichica, il percorso pieno di deragliamenti di un ragazzo destinato a fare lo scrittore”. Nato a Sandrigo nel 1960, Trevisan ha lavorato anche per il cinema. E’ stato sceneggiatore e attore in “Primo amore”, di Matteo Garrone, e attore in “Riparo” di Marco Simon Puccioni.

Einaudi Stile libero ha pubblicato i suoi romanzi “I quindicimila passi”, del 2002, vincitore del Campiello Francia nel 2008, “Un mondo meraviglioso, uno standard” (2003), “Shorts” (2004) vincitore del Premio Chiara, “Il ponte” (2007) e “Grotteschi e Arabeschi” (2009). Per il teatro, Trevisan ha curato nel 2004 l’adattamento di “Giulietta” di Federico Fellini e ha scritto, tra gli altri, “Il lavoro rende liberi”, messo in scena nel 2005 da Toni Servillo, e i monologhi “Oscillazioni” e “Solo Rh”, pubblicati da Einaudi nel volume “Due monologhi” (2009). Nel 2009 è uscito in Francia “Il ponte”. La traduzione francese de “I quindicimila passi” è stata accolta con favore da pubblico e critica. Sempre per Einaudi, nel 2011 ha pubblicato “Una notte in Tunisia”.

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