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Un mostra sulla Sacra Sindone ad Arcugnano

Una riproduzione fedele, a dimensioni reali, della Sacra Sindone sarà in esposizione ad Arcugnano in una mostra allestita nella nuova sala espositiva del municipio e intitolata “La Sindone. Un mistero di duemila anni”, con un percorso espositivo  che ne ricostruisce le vicende, i misteri e le ricerche scientifiche in anni di studio. La mostra sarà inaugurata domani, sabato 1 ottobre, alle 16.30, e rimarrà visitabile fino al 21 ottobre, tutti i giorni dalle 17 alle 19. Tre settimane che prevedono anche alcuni momenti di approfondimento sulla storia del velo misterioso.

Nelle serate di venerdì 7, 14 e 21 ottobre, alle 20.30, in sala del Consiglio di piazza Rumor, si terranno infatti tre convegni scientifici.  Il primo, il 7 ottobre, dal titolo “Da Gerusalemme a Torino”, mentre il secondo sarà intitolato “Le più recenti scoperte scientifiche” , ed è quello del 14 ottobre. Il terzo, quello del 21 ottobre, sarà incentrato sul tema “Scienza e fede”. Curatore della mostra è Marcello Cantini, studioso dell’università di Padova. “E’ forse l’oggetto antico più studiato al mondo – ha ricordato il sindaco di Arcugnano, Paolo Pellizzari, – dal profondo significato umano, scientifico e religioso. La Sacra Sindone, per chi è credente, rappresenta l’immagine di Cristo, per chi è laico, rappresenta comunque un uomo che ha sofferto molto, al quale cui sono state inflitte terribili sofferenze”.

“Quando qualcuno si imbatte per la prima volta sul telo misterioso, strano e sacro, della Sindone – ha sottolineato Cantini – riflette e ripensa a questo oggetto. Lo fa lo studioso che si interessa di scienza, ed anche il cittadino comune. La mostra è organizzata per dare la possibilità di avvicinarsi ad un tema antico e per certi versi enigmatico, un telo in cui sono impresse due immagini, non dipinte, alle quali la scienza non sa dare una spiegazione completa. Curiosità e fede sono due aspetti che spingono ad interessarsi alla Sindone”.

“Nella mostra vi è un percorso didascalico – continua lo studioso – realizzato assieme a ricercatori dell’università di Padova. Nella facoltà di Ingegneria, infatti, c’è un gruppo che si interessa alla Sindone. Il percorso è lungo duemila anni e, di questo lungo tracciato, si conoscono ampi tratti, ma vi sono anche delle falle che durano un secolo, un secolo e mezzo. Dal ritrovamento in Francia del ‘300, è documentato tutto il percorso.  Nella mostra di Arcugnano racconta il primo millennio attraverso codici, monete ed altri reperti, e arriva al secondo millennio e all’‘800, quando fu svelato quello che la Sindone è un vero e proprio negativo fotografico”.

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