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Oro rubato ad anziani e recuperato dai Carabinieri
Oro rubato ad anziani e recuperato dai Carabinieri

Truffe agli anziani, a Vicenza sono sempre di più

Sta diventando davvero preoccupante, sia a Vicenza che nella provincia, il fenomeno delle truffe perpetrare a danno degli anziani, il più delle volte da parte di sconosciuti che arrivano a casa di quanti vivono da soli e con uno stratagemma riescono a farsi dare soldi o a rubare. Episodi del genere sono diventato ormai frequenti, se non quotidiano quasi, dato che in media se ne verifica uno ogni tre giorni nel vicentino. Ed è anche per questo che il comando dei Carabinieri di Vicenza lancia una campagna di sensibilizzazione e di informazione sul problema.

L’’odioso fenomeno delle truffe agli anziani – spiegano gli uomini dell’Arma – può concretizzarsi in vari modi. Di solito si individuano le potenziali vittime, generalmente persone sole, deboli dal punto di vista psicologico e non in condizioni di difendersi. Vengono anche raccolte notizie sul loro conto, per poi utilizzarle nell’approccio truffaldino. Spesso i truffatori si presentano come appartenenti alle forze dell’ordine o come funzionari di vari enti (tecnici del gas, dell’Enel, delle Poste, delle Agenzie delle entrate, etc) e, in alcuni casi, anche come come avvocati. Altre volte vengono simulate emergenze emergenze, con il coinvolgimento di congiunti degli anziani (ad esempio incidenti stradali), per le quali assicurano interventi risolutivi previa consegna di somme di denaro”.

Abili e ben organizzati, i malviventi riescono così a sottrarre alle loro vittime migliaia di euro, o anche preziosi in oro, con un danno sia patrimoniale che affettivo e psicologico. “Si tratta infatti di vigliacchi – continua la nota del Comando dei Carabinieri – che non esitano a esercitare vere aggressioni psicologiche nei confronti di soggetti deboli, di fare leva sui loro affetti e sentimenti, o di violarne la privacy in casa, di incutere timori e usare talvolta violenze, pur di sottrarre i pochi risparmi di una vita, spesso condotta in solitudine”.

Quel che è peggio però è che, nonostante il  danno sociale prodotto, l’articolo 640 del Codice penale, che disciplina la truffa, prevede sanzioni piuttosto lievi,che, seppure con aggravanti, non consentono alle forze di polizia ed alla magistratura di intervenire con la necessaria efficacia. Neppure l’eventuale configurazione di un’“associazione”, tutta da dimostrare, garantisce l’adozione di provvedimenti più incisivi sul piano penale.

di fronte ad una situazione come questa, destinata a peggiorare, i Carabinieri del Comando Interregionale Vittorio Veneto hanno così avviato un’intensa e capillare attività di prevenzione, con la collaborazione dei sindaci, dei parroci e dei colleghi in congedo. L’ iniziativa, particolarmente curata nelle regioni più colpite, ovvero quelle del centro e del nord Italia, sta dando buoni risultati, ma resta insufficiente, poiché spesso è difficile la prevenzione, e far arrivare il messaggio agli interessati.

“Ci domandiamo allora cosa fare – conclude la nota dei Carabinieri -. Certamente è utile parlare sempre più del fenomeno. È evidente che i familiari devono fare la loro parte dando il necessario sostegno ai congiunti esposti ed evitando che tengano denaro in casa. Per comprendere meglio il delicato problema occorre immaginare che ad essere colpito da così vili aggressioni possa essere prima o poi anche un nostro congiunto. Allora, forse, tutti capiremo che c’è un grave fenomeno da risolvere subito e con provvedimenti più incisivi sul piano penale. Alla solitudine di tanti anziani non si può unire l’amarezza del raggiro”.

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