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Sicurezza, Filippin: “Stretta su scippi, furti e rapine”

“Questo disegno di legge porta una forte stretta su scippi, furti in casa e rapine. I reati più avvertiti dagli italiani, quelli che minano la sicurezza della propria casa e la possibilità di muoversi liberi in strada. Fornire ai magistrati strumenti efficaci, garantire procedimenti penali certi e solerti: sono passaggi indispensabili per restituire ai cittadini un maggior senso di sicurezza. È un dovere insopprimibile per lo Stato. E questo disegno di legge è sicuramente un passo utile in tale direzione”.

Rosanna Filippin
Rosanna Filippin

Così la senatrice bassanese del Pd, Rosanna Filippin, intervenuta oggi in aula nella discussione sui disegni di legge di modifica al codice penale e al codice di procedura penale. Nel suo intervento la Filippin si è concentrata soprattutto sugli articoli 4, 5 e 6, che intervengono sulla disciplina di alcuni reati contro il patrimonio (furto in abitazione e con strappo) del furto aggravato e della rapina, aumentando le pene ed escludendo il bilanciamento di alcune circostanze.

“Era necessario intervenire, ed è stato fatto – ha aggiunto la senatrice democratica -. In questo testo si sono previsti aumenti di pena che sono mirati soprattutto a evitare che scippatori, ladri e rapinatori, una volta arrestati dalle polizie magari dopo importanti fatiche investigative, vengano rimessi in libertà”.

Quanto alle modifiche al Codice evidenziate dalla Filippin, l’articolo 4 interviene sulla cornice sanzionatoria del delitto di furto in abitazione e di scippo, elevando il minimo edittale della pena detentiva dall’attuale anno a tre anni e la pena pecuniaria, nel minimo, dagli attuali 309 euro a 927 euro e, nel massimo, dagli attuali 1.032 a 1.500 euro. La disposizione inasprisce inoltre anche il quadro sanzionatorio relativo alle condotte aggravate, contemplate dal terzo comma dell’articolo 624-bis del codice penale. Significa che il minimo edittale sale dagli attuali tre a quattro anni, con pena massima prevista di 10 anni, se il reato è aggravato dalla violenza sulle cose o dalla destrezza o dalla presenza di più persone o da una sola ma travisata o da una persona che si finge pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio abusando dunque della fiducia della vittima.

Ancora, sempre con riferimento all’art.624 bis (furto in abitazione o con strappo), il disegno di legge 2067 aggiunge un ulteriore comma, per il quale le circostanze attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 98 (minore età) e 625-bis (collaborazione per l’individuazione dei correi nel furto o degli eventuali ricettatori), concorrenti con una o più delle circostanze aggravanti del furto di cui all’articolo 625, non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste e le diminuzioni di pena si operano quindi sulla quantità della stessa, risultante dall’aumento conseguente alle circostanze aggravanti.

L’articolo 5 invece modifica l’articolo 625 del codice penale. Nel caso delle circostanze aggravanti elencate dal suddetto articolo 625 il reato di furto (art.624) è punito con la pena della reclusione da due a 6 anni, aumentando anche in questo caso il minimo edittale, oggi previsto ad un anno. L’articolo 6 interviene poi sul reato di rapina, di cui all’articolo 628 del codice penale, elevando i limiti edittali sia della pena detentiva, dagli attuali tre a quattro anni nel minimo, sia di quella pecuniaria, dagli attuali 516 euro a 927 euro, nel minimo, e dagli attuali euro 2.065 a 2.500 euro, nel massimo. La disposizione, inoltre, inasprisce il quadro sanzionatorio relativo alle condotte aggravate contemplate dal terzo comma dell’articolo 628 del codice penale.

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