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Pensioni, la busta arancione arriva nel vicentino

Era stata annunciata già a fine 2015, ma nel vicentino, a quanto pare, sta arrivando solo in questi giorni. E’ la famosa busta arancione, con la quale l’Inps mette a disposizione degli assicurati un documento contenente la simulazione di calcolo del futuro trattamento pensionistico, sulla base dei dati registrati sull’estratto conto personale, nonché una proiezione dei contributi che mancano al raggiungimento dei requisiti previsti per “andare” in pensione.

Le prime informazioni sulla busta arancione la davano pronta per essere spedita a circa 23 milioni di cittadini in tutta Italia, con una prima tranche inviata a 7 milioni (lavoratori dipendenti del privato, i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata ecc.). Poi però, almeno in provincia, se ne erano perse le tracce fino a qualche giorno fa quando è stata “avvistata” nella buca delle lettere di più di qualche “futuro pensionato”.

“Stanno arrivando le prime richieste di informazioni al patronato 50&Più Enasco di Confcommercio Vicenza – conferma Ernesto Boschiero, direttore dell’associazione –, dove mettiamo a disposizione i nostri esperti per una verifica gratuita dei dati contenuti”. E’ importante, infatti, non limitarsi a leggere le righe riguardanti l’ipotesi della data di accesso alla pensione, né la proiezione su quanto sarà la pensione futura, che certo potranno dare qualche indicazione ma che dipendono da tantissime variabili, prima fra tutta la linearità del percorso lavorativo e delle retribuzioni, ma anche l’andamento del Pil e dell’inflazione. Tutto questo, infatti, incide sulle proiezioni e potrebbe rendere poco attendibili le anticipazioni contenute nella busta arancione.

“Quel che conta davvero, in questo momento– spiega il direttore Boschiero – è verificare prima di tutto che i dati riportati nella comunicazione siano corretti e che i periodi lavorati corrispondano a quelli effettivamente registrati all’Inps. In questo senso il nostro patronato offre un servizio gratuito di segnalazione e sistemazione delle posizioni contributive, fornendo anche una consulenza sul proprio futuro previdenziale”.

Quel che è certo, infatti, è che la busta arancione costituirà una presa di coscienza importante sul futuro previdenziale di ciascuno, aprendo una riflessione seria sull’opportunità, se non necessità, di valutare un percorso di pensione integrativa.

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