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Pedemontana, M5S: “Si ripensi il progetto”

Nuovo affondo del Movimento Cinque Stelle nei confronti del progetto per la costruzione della superstrada Pedemontana veneta. E’ il senatore Enrico Cappelletti a ritornare alla carica chiedendo un ripensamento dell’intero progetto, giudicato dai pentastellati di dimensioni inutilmente faraoniche, costoso, impattantante ed i cui costi finiranno per essere scaricati sulle casse pubbliche. “Noi chiediamo – scrive in una nota Cappelletti – che sulla base del poco realizzato, si studi un nuovo progetto di superstrada meno impattante, più economica e senza pedaggio, una arteria per il nord del Veneto che sia in grado di dare slancio al tessuto produttivo, senza strangolarlo ai caselli. Esattamente quello che volevano i sindaci del territorio”.

“L’attuale progetto – sottolinea il senatore – è una solenne fregatura per i veneti. D’altra parte non deve sorprendere: é stato fatto e voluto da Chisso e Galan, agli arresti per tangenti. Stupisce invece che Zaia e Moretti, la nuova Lia Sartori della politica italiana, lo difendano a spada tratta. Un progetto che dovrebbe essere realizzato con risorse dei privati e finanziato con i pedaggi. Ma fino ad ora i soldi li ha messi praticamente solo lo Stato. Ed anche per il miliardo e mezzo di euro che resta, si invoca la copertura di una garanzia pubblica. Una storia già vista. Basti vedere cosa è successo per la autostrada Brescia-Bergamo-Milano: a causa della garanzia pubblica, ora l’opera la dovrà pagare come sempre Pantalone”.

“L’inedita coppia Zaia-Moretti – prosegue Cappeletti -, nulla dice sulla dichiarazione d’inadempienza mossa alla Regione Veneto dalla Corte dei Conti. Nulla dice sul perché la convenzione economica e il piano finanziario siano stati fino ad ora segretati. Nulla dice sul fatto che, per ammissione dello stesso ministro Delrio, i flussi di traffico accettati dalla Regione fossero irrealistici, come noi denunciamo da anni. Nulla dice sul fatto che questa autostrada dovrebbe intervenire per risolvere una emergenza traffico, ma per più di un terzo, il tratto più costoso, corre parallela ad un’autostrada già caratterizzata da traffico scarso”

“L’unico loro appiglio – prosegue Cappelletti- é la necessità di terminare l’opera, che ad oggi non è arrivata forse neppure al 18%, con lo stesso progetto scellerato, le stesse dimensioni faraoniche, le stesse probabilità di fallimento, le stesse condizioni capestro per la Regione, lo stesso incomprensibile sbilanciamento di vantaggi tra pubblico e privato. Bisogna tutelare l’occupazione é il mantra continuamente ripetuto: ma quante sono, nella regione della Lega Nord e di Zaia, le aziende venete che partecipano alla realizzazione di questa infrastruttura? A quanti cittadini si sta dando lavoro? Sappiamo bene, peraltro, che le aziende sono state pagate poco e male. E peggio di loro é andata ai veneti espropriati.

“Quindi noi chiediamo – conclude il senatore pentastellato – che venga rescisso il contratto per inadempimento e che venga incassata la fideiussione. Perché comunque vada, alla fine, l’opera la dovranno pagare i cittadini. Ma quantomeno non la dovranno pagare due volte, prima per la realizzazione e poi con i pedaggi e con le non poche clausole capestro previste a carico della Regione”.

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