La questione mobilità nella domenica senz’auto

“Dov’è la mozione sul buono mobilità che ho presentato, assieme a due altri colleghi consiglieri comunali, nel febbraio scorso? In quale cassetto e di quale ufficio? In attesa di che? Perché non è ancora stata portata all’attenzione del Consiglio comunale e neppure della competente commissione? Ecco, avviarne e concluderne l’iter sarebbe stato il modo migliore per festeggiare questa ennesima domenica senz’auto, ricca di iniziative e di attrattive per tutti i gusti. Una domenica diversa dalle altre e un’occasione per creare comunità, una Vicenza più pulita e più sicura che tutti oggi abbiamo attraversato, ma…”

Valentina Dovigo
Valentina Dovigo

A parlare così è Valentina Dovigo, consigliere comunale di minoranza, a Vicenza, in rappresentanza di una lista civica e di Sel. Oggi infatti c’è stata la domenica senz’auto, ed anche il meteo è stato tutto sommato clemente nonostante le previsioni parlassero di temporali anche forti sul Veneto. E temporali ci sono stati, del resto, magari un po’ a macchia di leopardo, sebbene abbia piovuto non poco, tra stanotte ed oggi, anche in città e nel vicentino nel suo complesso.

Al di la della scarsa utilità di questi stop alla circolazione delle auto, che certamente ben poco possono contro un inquinamento atmosferico che ha molte ragioni ed origini, la domenica senz’auto è stata, come ha ricordato Valentina Dovigo, una bella occasione di vivere la città libera dal traffico, ed anche di socializzare e riscoprirsi comunità. Resta il problema generale di una mobilità che, a Vicenza come del resto in tutto il Paese, è difficile, congestionata, inquinante e governata poco e male. Basta andare all’estero per vedere la differenza…

Ed infatti c’è il “ma” con cui la consigliera comunale di opposizione ha terminato il capoverso. “C’è sempre un ma – riprende, infatti -. Senza costruire qualcosa di utile anche per gli altri giorni della settimana, tutto ciò che di positivo è stato sperimentato oggi, diventa superfluo. Aprire la questione del buono mobilità potrebbe essere una buona occasione per cambiare”. Un pillola di buon senso insomma: inutile fare i buoni per due giorni in un anno. Serve una svolta, serve cambiare.

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