Dal Veneto, l’etichetta parlante nell’abbigliamento

I capi d’abbigliamento non avranno più segreti. Per i consumatori sono infatti in arrivo le etichette parlanti, un’iniziativa pilota realizzata dalla Regione Veneto, assessorato allo sviluppo economico e tutela del consumatore, in collaborazione con Unioncamere del Veneto e con l’apporto di Unionfiliere con il suo sistema di certificazione TF. Promotori dell’iniziativa sono le organizzazioni regionali venete di Confartigianato Imprese, Federmoda Cna, Sistema moda Confindustria Veneto e Confesercenti sezione moda, con il sostegno anche di Adoc, Adiconsum, Federconsumatori, Lega Consumatori e Unione nazionale consumatori del Veneto. Tutto questo per difendere la produzione 100% made in Italy.

Il progetto è stato presentato oggi a Milan,o durante la prima giornata di “Origin passion and beliefs”, salone dedicato ai produttori italiani nel settore dell’accessorio fashion, organizzato da Fiera di Vicenza, e che si svolge dal 6 all’8 settembre in concomitanza con Milano Unica. A produrre abbigliamento con l’etichetta parlante saranno, per ora, una quindicina di imprese industriali ed artigiane della Regione Veneto che hanno preso parte alla sperimentazione. Nell’etichetta sarà contenuta l’identità dei prodotti: dove sono nati, chi li ha creati, di cosa sono fatti.

Questo grazie ad un software creato ad hoc, che sfrutta la tecnologia Nfc. Basterà avvicinare il telefonino ad un paio di jeans, ad un vestito, una giacca o un paio di scarpe e i consumatori sapranno dove è sono stati prodotti, la stoffa o il pellame dove sono stati colorati e come, quali trattamenti hanno subito, in quale posto sono stati tagliati e cuciti dove sono stati assemblati. I vantaggi sono numerosi per tutti. Il cliente saprà cosa acquista mentre il produttore potrà valorizzare la qualità del suo prodotto.

Tra l’altro la tecnologia è open source, quindi le imprese potranno accedervi facilmente e quasi senza costi. Chi aderisce al progetto non dovrà infatti acquistare nessun software. Ovviamente anche l’output sarà di diversi formati a partire dal più semplice Qr-code fino alla tecnologia un po’ più avanzata dell’Nfc, che sta però divenendo molto comune soprattutto all’estero.  Il comparto del tessile, abbigliamento e calzature è il primo settore a sperimentare l’etichetta parlante. Poi l’opportunità potrà essere offerta anche ad altri settori del made in Italy, come l’oreficeria, l’occhialeria e il mobile”.

“Abbiamo il dovere morale di tutelare i nostri consumatori – ha commentato l’assessore regionale alle attività produttive Roberto Marcato – e, grazie alle risorse regionali, all’utilizzo dei fondi statali e al lavoro delle associazioni di categoria e a quelle dei consumatori, stiamo sperimentando forme e modelli innovativi di informazione, che si traducono poi in tutela del consumatore. Oltre all’etichetta parlante nella moda, il Veneto ha già dato avvio, con il consorzio Promovetro e la Camera di commercio veneziana, al contrassegno hi-tech per il vetro di Murano, che consente di avere in tempo reale una carta di identità del manufatto. Tutte iniziative che valorizzano origini e processo produttivo, mettendo la tecnologia a servizio dei consumatori e della tutela del made in Italy”.

“Fornire informazioni trasparenti che consentano al cittadino di riconoscere un prodotto, certificarne l’originalità e la provenienza – dichiara il Presidente Federconsumatori Rosario Trefiletti- è un elemento fondamentale, che da anni rivendichiamo. Per questo accogliamo con estrema positività questa iniziativa, che sfrutta le innovazioni tecnologiche per offrire al cittadino informazioni, ma soprattutto sicurezza e allo stesso tempo garantire un percorso di tutela dei prodotti di eccellenza made in Italy nel settore della moda.”

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