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Da vittima a indagato per simulazione di reato

La serie di tentativi di furto e di aggressioni, denunciata nell’ultimo periodo da un cittadino di Albettone, aveva lasciato da subito perplessi i carabinieri della Compagnia di Vicenza. E infatti, al termine di complessi accertamenti, i militari hanno fatto piena luce sulla vicenda e denunciato per procurato allarme e simulazione di reato un uomo, Emmanuele Marin. Tutto era cominciato lo scorso 13 settembre, quando Marin aveva denunciato ai carabinieri di Campiglia dei Berici un tentativo di furto nella sua abitazione, avvenuto alcuni giorni prima.

I militari avevano quindi effettuato un sopralluogo nella casa, che si presentava a soqquadro, sebbene, come confermato dall’uomo, non fosse stato asportato nulla. Gli ingressi dell’abitazione, poi, non presentavano alcun segno di scasso. Il giorno seguente, Marin aveva spiegato ai carabinieri che quella stessa mattina, alle 5.30, era scattato l’allarme della sua abitazione e che aveva tentato di inseguire il presunto ladro, un cittadino extracomunitario, che aveva sorpreso mentre tentava di introdursi in casa e con il quale aveva avuto una colluttazione. Proprio in seguito a quell’episodio, Marin avrebbe subito una lesione al ginocchio.

Ancora, il 19 settembre, l’uomo ha richiesto tre interventi ai carabinieri della Compagnia di Vicenza, “narrando – come spiega una nota dl Comando dei carabinieri diramata in proposito – situazioni fonte di sempre maggior dubbio da parte dei militari che stavano svolgendo le indagini. Nello specifico, Marin avrebbe raccontato di aver incrociato al mattino in diverse circostanze, nell’arco di poche ore, l’extracomunitario che avrebbe tentato di entrate a casa sua nei giorni precedenti, e di averlo nuovamente rincorso ed affrontato, senza però riuscire a bloccarlo”.

In seguito Marin ha richiesto un altro intervento alla centrale operativa dei carabinieri di Vicenza, spiegando di aver visto di nuovo vicino a casa sua il giovane extracomunitario, armato questa volta di una spranga e di una pistola, e di averlo affrontato ancora a mani nude, e di essere stato colpito ad una spalla proprio con la spranga di ferro.

“Proprio quest’ultimo episodio – continua la nota – ha spinto i carabinieri ad approfondire gli accertamenti, anche in ordine alla veridicità di quanto sino a quel momento riportato dall’uomo”. Così, nel pomeriggio di ieri, in occasione della formalizzazione della denuncia relativa all’ultimo episodio riportato, i carabinieri di Campiglia hanno sentito in maniera più approfondita Marin e sua moglie e questo ha fatto emergere discordanze tra le dichiarazioni dei due coniugi.

“A quel punto l’uomo – conclude la nota – che peraltro non presentava sulla spalla alcun segno visibile del presunto colpo di spranga ricevuto poche ore prima, messo alla strette, ha confessato ai militari di essersi inventato l’intera vicenda per ottenere visibilità e notorietà. Marin e sua moglie sono stati così denunciati in stato di libertà per procurato allarme e simulazione di reato”.

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