Veneto

Audi gialla, catturato il presunto autista

Era stata protagonista delle cronache per diversi giorni quella automobile, una Audi gialla, rubata a Milano, che aveva scorrazzato in lungo e in largo oer il nord est e soprattutto per il Veneto, a velocità folle, anche contromano in autostrada, causando qualche incidente e con a bordo dei banditi. Ebbene, uno di costoro ora sarebbe stato catturato. Lo hanno fermato i carabinieri di Venezia al confine tra Albania e Grecia. L’uomo è un albanese di 36 anni, ritenuto proprio il conducente della Audi con la quale furono compiuti anche furti spericolati con rocambolesche e pericolose fughe.

Poi le scorribande finirono e l’auto fu trovata bruciata, in una zona del trevigiano non lontano dal territorio bassanese dove si riteneva che i banditi facessero base. Evidentemente i malviventi avevano cominciato a sentire vicine le forze dell’ordine ed hanno preferito non rischiare oltre liberandosi di un mezzo di trasporto così vistoso e ormai chiaramente identificato. Oggi l’arresto di quello che si ritiene essere uno di loro e, a commentare il risultato ottenuto, c’è anche il presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

“In gennaio – scrive Zaia in una nota diffusa oggi -, quando le scorribande dell’Audi gialla riempivano le cronache, gli alti gradi dell’Arma mi dissero: vedrà che li prenderemo. Promessa mantenuta. Ai carabinieri va il mio riconoscente grazie. Hanno braccato questo delinquente fin oltre i confini nazionali, dimostrando ancora una volta che sfidare la legalità, con questi tutori dell’ordine, è rischiosissimo”.

“Qualcosa mi dice – aggiunge Zaia – che anche la libertà dei complici di questo delinquente abbia vita breve, ma questo arresto rende già così giustizia in una vicenda nella quale i soliti soloni ebbero il coraggio di criticare le indagini perché, come sempre, a parole è tutto facile”.

“Il difficile – conclude Zaia – l’hanno fatto loro, i carabinieri, mettendo a segno un arresto di grande significato: da queste parti i delinquenti hanno e avranno sempre vita durissima. E si pensi cosa potrebbero fare i nostri tutori dell’ordine se un giorno, oltre che sulla loro bravura, potranno contare anche su mezzi e uomini corrispondenti alla vastità della battaglia che combattono ogni giorno”.

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