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Alternanza scuola lavoro, Cgil: “Crederci e partire”

Il tema dell’alternanza scuola-lavoro, previsto dalla legge 107 del 2015, è caro al sindacato che ci crede molto, pur non nascondendosi alcune difficoltà applicative. In verità va detto che già negli anni passati si erano fatte molte esperienze, ma in maniera volontaria. Oggi, invece, l’alternanza per 200 o 400 ore, diventa obbligatoria e riguarda tutti i tipi di scuola superiore, licei e istituti professionali. L’ispirazione è buona: collegare le scuole e il mondo del lavoro e dare consapevolezza di sé ai ragazzi. Le modalità applicative possono essere complicate. Infine bisogna vigilare perché l’esperienza sia positiva e non si trasformi né in sfruttamento né in ‘vacanza’.

Però bisogna crederci, progettare insieme e partire. Per questo il primo giugno, le organizzazioni sindacali insieme alle istituzioni preposte (Regione Veneto e Ufficio scolastico regionale in primis) e alle associazioni datoriali regionali, hanno firmato un accordo che esplicita valore, modalità e ruoli per rendere lo strumento più efficace possibile. E’ nostra convinzione che un buon lavoratore sia imprescindibile per fare un buon lavoro.

E che, quindi, siano essenziali non solo addestramento e capacità tecnico/intellettuali ma anche consapevolezza di sé, dei propri doveri e dei propri diritti, del mondo che cambia. Deve essere a tutti chiaro che, a fronte di trasformazioni tecniche e economiche velocissime, non si potrà mai smettere di studiare. Infine, crediamo che la crisi così pesante come quella ancora in corso, si debba affrontare anche migliorando la qualità del lavoro. Investendo, innovando.

Per questo il sindacato, a titolo gratuito, si propone di collaborare in tutti i territori sulle materie che gli competono: salute e sicurezza sul lavoro, diritti e doveri contrattuali, relazioni industriali. Ci aspettiamo che tutti i soggetti interessati si mettano in rete. Ne trarranno vantaggio gli studenti, le imprese, la scuola. Vicenza, peraltro, ha una storia di buone pratiche in materia di politiche attive del lavoro, affrontate in un tavolo provinciale dove siedono molti soggetti: dalle associazioni datoriali a quelle sindacali, dai Comuni alle Ulss, oltre che la Provincia.

Ci sono tutte le condizioni per fare un buon lavoro.

Marina Bergamin – Dipartimento mercato del lavoro Cgil Vicenza

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