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Zaia: “Veneto simbolo della emigrazione italiana”

Belluno diventi la sede del distretto Triveneto del Museo nazionale della emigrazione italiana. A sostenere ufficialmente la candidatura è lo stesso presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, che in una lettera inviata oggi al ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, sottolinea la rilevanza che l’iniziativa assumerebbe per le famiglie dell’intero Triveneto.

Nella sua nota, Zaia ricorda come gli ultimi 150 anni della storia veneta siano “permeati di fenomeni di emigrazione, che ancora oggi in qualche misura continuano”. Se sono 260 mila i veneti oggi residenti all’estero, iscritti all’Aire, con doppia cittadinanza, sono più di cinque milioni i nostri corregionali e i loro discendenti che si sono stabiliti in tutti i continenti, continuando a mantenere, personalmente o attraverso le proprie associazioni, relazioni e legami con la terra di origine.

Zaia ricorda come sia ancora forte il legame di queste persone con la terra d’origine, questo grazie all’associazionismo, ad organismi quali la Consulta dei Veneti nel mondo e il Coordinamento dei giovani veneti oriundi e alle numerose iniziative promosse per tenere vivo questo sentimento di appartenenza.

“Fra le associazioni più vive e presenti nel territorio – precisa Zaia –, c’è quella dei Bellunesi nel Mondo, che celebra nel 2016 i cinquant’anni di attività, svolge una complessa e articolata opera di salvaguardia dei principali diritti civili dei cittadini emigrati e continua a realizzare progetti capaci di stimolare nei giovani la conoscenza della storia dell’immigrazione e dei suoi protagonisti. Dal 2013 l’associazione ospita il Museo interattivo delle migrazioni (Mim), che ha permesso di maturare un’esperienza e una competenza specifica sul fenomeno migratorio italiano”.

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