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Vicenza, un “Don Chisciotte” più popolare che mai

Sabato 6 agosto, a Vicenza, al parco giochi di Laghetto, la compagnia “Stivalaccio Teatro” ha messo in scena la tragicommedia dell’arte, loro la definizione, “Don Chisciotte”. La rielaborazione del testo di Cervantes è stata ospitata nella rassegna “S-centrati”, della compagnia teatrale “La Piccionaia”. In scena e fuori scena i due attori, Marco Zoppello e Michele Mori, raccontano la storia di come i due protagonisti dello spettacolo, a loro volta attori, siano stati salvati dalla forca della Santa Inquisizione grazie al pubblico, a suon di applausi. È il loro ultimo desiderio, recitare una commedia prima di morire, guadagnare un’ora di vita in più. Vox populi vox dei: la voce del popolo è la voce di Dio, proprio questo li salverà dall’impiccagione pubblica in piazza San Marco, a Venezia.

Al di là delle difficoltà iniziali legate alla prenotazione del biglietto e alle scarse informazioni sulla location, sul palco la recitazione è chiara e coinvolgente, e il gioco di contrasto tra l’accento toscano di Michele Mori e il veneto di Marco Zoppello amplifica la comicità, genuina e mai banale, della scena, dove i due creano un equilibrio e una sintonia perfetta. Gli attori sono completamente a loro agio nel coinvolgere il pubblico, frantumando ogni tipo di barriera immaginaria tra palco e platea. Il pubblico diventa il “terzo attore” in una relazione continua e complice con la storia, senza cadere mai nell’imbarazzo.

Con uno spettacolo come questo “Don Chisciotte” anche il pubblico più freddo non può che essere coinvolto, e non possono che nascere gran risate. La capacità improvvisativa degli attori è notevole, e si percepisce che anche loro si stanno divertendo. Nell’empatia che si crea durante uno spettacolo teatrale, percepire un attore che si diverte rende l’esperienza ancora più piacevole e spensierata. Quella presentato da Stivalaccio Teatro è la forma di intrattenimento ben riuscita, che va a riscoprire il gusto per un teatro contemporaneo e popolare.

Ma cos’è il teatro popolare? Chiacchierando con gli artisti alla fine dello spettacolo ne è venuta fuori una definizione molto interessante e intelligente: è popolare il teatro che non fa distinzione di pubblico, che non lo discrimina, che trascende il luogo dov’è messo in scena, e l’impianto tecnico, i fari e una scenografia elaborata non sono indispensabili per la buona riuscita. È un teatro che coinvolge, un teatro che diverte e che fa riflettere tutti, è un teatro che si adatta al pubblico, e mai viceversa.

Stivalaccio Teatro è chiaramente influenzato dalla tradizione della Commedia dell’Arte, il teatro di maschere, stereotipi e pantomima di cui l’Italia può vantare una tradizione plurisecolare. Del resto, si tratta di uno stile teatrale che nasce proprio in Italia nel sedicesimo secolo, pur avendo radici anche più antiche. La Commedia dell’Arte è teatro popolare per antonomasia, ma quello presentato da Stivalaccio può definirsi anche contemporaneo? Non si rischia di cadere nell’archeologia?

Un teatro che coinvolge il pubblico del 2016, anche se memore delle tradizioni, è sicuramente contemporaneo, poiché è il pubblico stesso a renderlo tale. Popolare, ovvero vicino al pubblico, vicino al pubblico perché contemporaneo. Questa riflessione è nata dalla domanda: “L’uso della maschera nel vostro spettacolo lo sentite più come attaccamento alla storia o come riscoperta di un elemento tradizionale?”.

Se la maschera ancora riesce a catturare il pubblico con il suo fascino e lo riavvicina al teatro, allora anch’essa è innovazione. Tutto ciò che avvicina il pubblico al teatro è innovazione, tanto è marcato il cliché che nessuno va più a teatro. È innovazione la rassega S-centrati, poiché dimostra che la gente va a teatro se il teatro si avvicina ad essa. Ricordiamo che la rassegna è nata da un’iniziativa del Comune di Vicenza pensata per promuovere il teatro nei quartieri. Da segnalare infine che  Stivalaccio Teatro presenterà il suo lavoro “Romeo e Giulietta” a Camisano, il prossimo 24 agosto, con l’apporto anche della componente femminile della compagnia.

Alvise Romanzini

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