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La Pinacoteca civica di Palazzo Chiericati, a Vicenza
La Pinacoteca civica di Palazzo Chiericati, a Vicenza

Vicenza, musei come la sanità. Scioperi limitati

Biblioteche e musei sono stati dichiarati, dal recente decreto Franceschini, “servizi pubblici essenziali”, al pari di scuola, sanità e trasporti, e pertanto la loro fruizione è stata sottoposta ad alcune tutele rispetto all’esercizio del diritto di sciopero da parte dei lavoratori. “Anche il Comune di Vicenza quindi – ha spiegato stamane l’assessore vicentino alla semplificazione e innovazione Filippo Zanetti, spiegando la novità al termine della seduta di giunta – deve garantire, in caso di sciopero, il servizio offerto dalla Biblioteca civica Bertoliana, dai Musei Civici e dai monumenti. Stamane abbiamo deciso come procedere e siamo quindi pronti per andare in delegazione trattante a modificare il contratto decentrato di lavoro per i nostri dipendenti, senza rilievi mossi dalle organizzazioni sindacali, che sono informate”.

La modalità per stabilire come garantire, di fatto, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale è stata individuata dall’apposita modifica al contratto collettivo nazionale del pubblico impiego, con la regola del 50 per cento, secondo cui, nei giorni di sciopero, dovrà essere accessibile ai visitatori almeno la metà degli spazi che di solito sono aperti e, qualora non sia possibile la divisione per metri quadrati, dovrà essere garantita l’apertura integrale per metà dell’orario normale.  Sulla base quindi degli orari e del personale normalmente in servizio nelle biblioteche e nei musei, la giunta ha stabilito la dotazione minima essenziale di personale in caso di sciopero o assemblea sindacale.

Così, nelle biblioteche viene adottato il criterio spaziale, per cui si garantisce la fruizione del 50% degli spazi, con un totale di 16 dipendenti in servizio tra le varie sedi, dai prestiti ai magazzini, dalla consulenza alla sala riservata, fino al coordinamento e controllo, per quanto riguarda la sede di san Giacomo, oltre all’emeroteca di Palazzo Costantini e alle sedi decentrate di Villa Tacchi e del Villaggio del Sole.

“Quanto ai musei e ai monumenti – ha spiegato Zanetti -, trovando assurdo far vedere per metà, ad esempio, il Teatro Olimpico, si è deciso di mantenerli aperti con il consueto orario, limitando non il tempo dell’accessibilità, bensì quella della fruizione, con ingressi scaglionati, sulla base di un intervallo orario e di un numero massimo di visitatori per volta, in ragione di una riduzione del personale in servizio”.

Quindi in Basilica palladiana accederanno gruppi di massimo 15 persone per visite di 30 minuti, a Palazzo Chiericati gruppi di massimo dieci persone per visite di un’ora e mezza, al Museo naturalistico archeologico gruppi di massimo cinque persone per 40 minuti, al Museo del Risorgimento e della Resistenza gruppi di massimo cinque persone per un’ora, e infine al Teatro Olimpico gruppi di massimo 50 persone per visite di 30 minuti.

“Con questo provvedimento – ha concluso Zanetti -, non avremo mai più musei e biblioteche chiusi a causa di uno sciopero o di un’assemblea sindacale, e dall’altra parte vengono comunque salvaguardati i diritti dei lavoratori”.

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