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Valdagno, rinviata la decisione sul punto nascite

Tra le notizie degli ultimi giorni, riguardanti la nostra provincia e relative alle questioni sociali, la più significativa è certamente quella del rinvio del trasferimento ad Arzignano del punto nascite dell’ospedale San Lorenzo di Valdagno, previsto inizialmente per domani, 23 agosto. La direzione generale dell’Ulss 5 ha infatti comunicato, qualche giorno fa, che il trasferimento è rinviato al mese di gennaio 2017. Per i comuni della Valle dell’Agno, e per quel movimento di opinione che si è sviluppato nella zona in difesa dell’ospedale San Lorenzo, si tratta di una piccola boccata di ossigeno nella battaglia portata avanti negli ultimi mesi.

“Non c’è spazio per cedere ai festeggiamenti – è stato il commento del sindaco di Valdagno, Giancarlo Acerbi – ma certo abbiamo tirato un piccolo sospiro di sollievo. Contiamo sull’interessamento diretto, già peraltro dimostrato, del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, per aprire un confronto a 360 gradi sulla questione e confidiamo su di una presa di posizione forte e chiara della giunta regionale. Il commissario della Ulss 5, Giovanni Pavesi, sembrerebbe lasciar intendere che nulla è cambiato e che permane l’intenzione di accorpare i due punti nascite di Valdagno e Arzignano. Sono invece necessarie risposte chiare, una volta per tutte, nel rispetto dei cittadini, delle donne e mamme che in questi mesi sono state costrette a vivere nella completa precarietà in attesa di una decisione”.

“Auspichiamo quindi – ha aggiunto Acerbi – che la Regione tenga davvero in considerazione i reali bisogni del nostro territorio e della popolazione, scongiurando così una perdita di servizi di cui dovranno fare le spese gli abitanti dell’intera Ulss 5. E’ doveroso ricordare che la Conferenza dei sindaci nel 2012, dando il via libera alla costruzione del nuovo ospedale di Arzignano e Montecchio, ha votato il contemporaneo mantenimento dei servizi negli ospedali di Lonigo e Valdagno. Che qualcuno parli invece di riconversione per Valdagno significa quindi rimangiarsi quanto votato in quell’occasione”.

Quanto agli altri commenti sulla questione, merita segnalare la soddisfazione espressa dalla Cigl, attraverso Giuliano Ezzelini Storti, responsabile della Camera del lavoro di Valdagno, che sottolinea la necessità che la Regione decida se vuole dare un futuro all’ospedale San Lorenzo. Come Cgil – ha ribadito il sindacalista – continueremo ad offrire supporto e vicinanza alle iniziative che si vorranno intraprendere per dare certezze ai servizi della sanità in questa zona”.

Più critica invece la posizione della Fials, sindacato autonomo dei lavoratori della sanità, la cui segreteria provinciale di Vicenza avrebbe preferito una scelta subito. “Non ci piace questa non decisione – scrive in una nota la Fials -. Limitare la valutazione a soli numeri vuol dire non tener conto del territorio. Semplicemente non va spostato il punto nascite, e il servizio deve essere garantito. Il San Lorenzo è un ospedale di ultima generazione quindi, con accorgimenti organizzativi, può ricevere maggior impulso. Inoltre, perché non abbinare all’ospedale le Terme di Recoaro, quale ulteriore supporto ad interventi di cura creando strategiche sinergie? ”

“Il San Lorenzo – continua il sindacato – trova la sua vocazione di esistere nella particolarità della Comunità nella quale è inserito e quindi non può essere disgiunto il valore sociale dalla presenza dello stesso con tuttti i servizi nello stesso ambito. La Fials comunque, da subito si è espressa negativamente circa lo spostamento del reparto, e non ha concordato di applicare i criteri in un accordo che verrà inviato alle parti per la sottoscrizione”.

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