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Nanto, conclusi i lavori sullo scolo Salvi

“Nel Basso vicentino, in particolare nell’area di Nanto, si rendeva necessario un importante intervento per tutelare i cittadini e le aziende. Con questo spirito, e con la massima collaborazione delle amministrazioni comunali interessante, è stato possibile intervenire per garantire l’irrigazione alle aziende agricole, in un’area in cui il settore primario è rilevante, e salvaguardare dagli allagamenti aziende ed abitazioni. Si tratta di un’attività fortemente voluta dal compianto presidente Antonio Nani, che ha visto la luce soltanto dopo la sua morte”.

Con queste parole il presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, Silvio Parise, interviene a conclusione dei importanti lavori di messa in sicurezza idraulica del territorio di Nanto e Ponte di Nanto. Lo scolo Salvi, oggetto dell’intervento, nasce in prossimità dell’abitato di Ponte di Nanto e scorre in direzione est, sud-est fino alla confluenza con il canale Bandezzà, a Mossano, per una lunghezza complessiva di 4,7 chilometri ed un bacino idrografico di poco inferiore a 700 ettari.

Il Salvi, durante il suo corso, riceve apporti da alcuni scoli minori, che ne incrementano la portata fino alla confluenza con il recettore principale. Le aree limitrofe al corso d’acqua, che contribuiscono alla formazione dei deflussi, sono adibite alla pratica agricola (prati e seminativo), mentre le aree urbanizzate rappresentano circa il 12% della superficie del bacino. “Per migliorare le condizioni di deflusso dello scolo Salvi – ha spiegato Parise – è stata rialzata la sponda del corso d’acqua, da 30 a 70 centimetri, usando il materiale delle escavazioni. In tutto sono stati movimentati quasi undicimila metri cubi di materiale, dei quali ne sono stati reimpiegati poco più della metà”.

Gli altri interventi si sono resi necessari per l’adeguamento dei manufatti di attraversamento che, come è emerso dall’analisi idraulica, presentavano una sezione insufficiente al deflusso, determinando condizioni di rigurgito ed esondazione del corso d’acqua. Le opere previste hanno riguardato la sostituzione delle attuali tubazioni e strutture, con la posa di manufatti prefabbricati in calcestruzzo, a sezione rettangolare, di dimensione tale da far transitare la portata in condizioni di sicurezza.

Lungo via Pilastri, a Nanto, è stata effettuata la ricalibratura e l’allargamento dell’attuale sezione fluviale. Nel complesso l’intervento consente una capacità di invaso di circa 19 mila metri cubi. Il materiale asportato per la realizzazione dell’intervento è stato usato, per oltre un quarto, nell’esecuzione dei rinterri della sezione attuale. Ulteriori interventi complementari sono consistiti nella realizzazione di difesa di sponda con pietrame a secco solo in corrispondenza di alcune curve, dove il flusso delle acque avrebbe eroso maggiormente la sponda. L’opera è costata oltre 1.6 milioni euro.

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