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Brintaal, il festival celtico della Valle del Brenta

Un panorama mozzafiato tra le montagne. Il fiume ancora docile. Musica rock folk. Cibi dal sapore antico. Mercatini di un’altra epoca. Birra, sidro e idromele. Centinaia, anzi, migliaia di persone. Questa è la ricetta del Brintaal Celtic Folk, il festival della musica e della cultura celtica, che si è concluso ieri dopo una settimana carica di sorprese e meraviglia. Un evento giunto alla sua quindicesima edizione, celebrato nel Bosco delle Fontane, in Valbrenta, presso Cismon del Grappa, ai piedi del monte, affiancato dal letto del fiume Brenta, il solo posto in grado di accogliere circa quindicimila persone.

Il festival, fino alla sua tredicesima edizione, trovava la sua ambientazione nel parco naturale delle Grotte di Oliero ma, come succede spesso agli eventi migliori, è diventato rinomato e gli organizzatori hanno dovuto spostare la location, senza rinunciare tuttavia alla Valle del Brenta. In effetti, questo festival si basa su di un progetto per la valorizzazione delle tradizioni delle popolazioni antiche del territorio valligiano, quindi anche il luogo è importante.

A cosa si deve il suo successo? Forse al fatto che è aperto e adatto alle persone di ogni età, in particolar modo ai giovani; o addirittura alla sua buona organizzazione, che predispone, per chi viene da più lontano, un campus dove montare le tende. O ancora, al fatto che l’ingresso è completamente gratuito, cosa da sottolineare in un’epoca dove tutto sembra volto al profitto. Non deve perciò sorprendere se uno dei vari commenti è stato “non si sente facilmente soltanto l’accento veneto, qui si trovano persone da tutta l’Italia: Lombardia, Piemonte, Sardegna. E’ fantastico!”.

Il festival ha potuto contare su numerosi eventi nei giorni di apertura, come escursioni, conferenze, e un ricchissimo mercatino dove si potevano acquistare oggetti etnici di ogni genere. Nei vari stand gastronomici, oltre ai sapori della tradizione celtica, si potevano gustare le migliori birre, tra cui la Brentana, prodotta appositamente per questo evento. Naturalmente, non potevano mancare band folk di alto livello.

Nelle giornate di chiusura, infatti, sono stati organizzati numerosi concerti di gruppi provenienti da luoghi anche lontani (oltre che band italiane troviamo gruppi australiani e ungheresi) che hanno saputo mescolare perfettamente la musica tradizionale celtica con il rock moderno. Sono state giornate intense, nelle quali non era insolito vedere passare tra la gente uomini in kilt, suonatori di cornamuse e giovani in costume da principesse, che hanno contribuito a creare un’atmosfera degna dei racconti di Tolkien e Lewis, come se nella Valle del Brenta fosse sorto un piccolo pezzo di quei magici mondi della fantasia che fanno sognare i bambini che sono in noi.

“Il fiume e le montagne; tutta questa gente che sente di poter comportarsi naturalmente senza giudizi, divertendosi, suonando e travestendosi; la musica diversa da quella che si sente ogni giorno alla radio… E’ la definizione migliore di libertà”. Con questo pensiero qualcuno ha segnato questo festival, sigillandolo tra i migliori eventi della provincia, dove “lasciare un pezzo di cuore ogni anno più grande”. Se davvero esiste un segreto per trasmettere alle nuove generazioni le tradizioni del passato e per impedire che vengano perse nel trascorrere irrefrenabile del tempo, il Britaal lo conosce.

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