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Bassano, sì alle unioni civili di coppie omosessuali

Con l’entrata in vigore della legge Cirinnà, anche a Bassano, da settembre le unioni civili per le coppie omosessuali che vogliono regolamentare la loro relazione affettiva diventeranno realtà. La Giunta comunale, che si è riunita questo pomeriggio, ha infatti approvato una delibera che estende alle unioni civili le stesse modalità di celebrazione dei matrimoni civili, con la possibilità di servirsi, per il rito, delle sale storiche del palazzo municipale, del Museo civico o di Palazzo Sturm.

“Un traguardo storico – ha sottolineato l’assessore alla semplificazione e innovazione, Giovanni Cunico – che l’amministrazione comunale ha voluto raggiungere al più presto, accelerando i tempi per la predisposizione degli strumenti per registrare gli atti, grazie alla collaborazione degli uffici dei servizi demografici. Ma c’è di più, perché a Bassano sarà anche possibile celebrare l’unione di non residenti”.

“La costituzione di un’unione civile – spiega una nota diramata in proposito – avviene con una dichiarazione congiunta, resa dalle parti di fronte all’ufficiale di stato civile ed alla presenza di due testimoni, alla quale segue la registrazione, attraverso l’iscrizione nel registro provvisorio delle unioni civili”.

Sarà possibile celebrare matrimoni e unioni civili al di fuori dell’orario di apertura al pubblico degli uffici, vale a dire nel pomeriggio di venerdì, dalle 14 alle 17, e nelle giornate di sabato, dalle 12 alle 18, e domenica, dalle 9 alle 12, con esclusione delle giornate di festività religiose e civili anche se coincidenti con la domenica. Inoltre, la sala Tolio è stata identificata quale luogo privo di barriere architettoniche, per le celebrazioni in presenza di persone con disabilità motorie.

“Con l’approvazione della legge Cirinnà – ha spiegato il consigliere comunale delegato alle pari opportunità, Mattia Bindella – è stato raggiunto un traguardo importante nel cammino dei diritti, della libertà e dell’eguaglianza. L’Italia è rimasta indietro per troppo tempo. Un Paese civile, democratico e liberale non può rinunciare a quella che dobbiamo considerare una conquista di civiltà: il riconoscimento, anche da parte dello Stato, di ogni forma di amore e di convivenza, siano esse omosessuali o eterosessuali”.

“Anche a Bassano – ha concluso – celebreremo le unioni civili, convinti che l’amore sia uguale per tutti. Si tratta di un passo importante, non solo per il riconoscimento dei diritti delle coppie, ma anche per quella fondamentale vicinanza umana che abbiamo il dovere di far sentire ai ragazzi e alle ragazze che, a causa di una società che ancora troppo spesso esclude, si trovano a vivere condizioni di discriminazione, violenza e omofobia. Bassano è e deve rimanere una città per tutte e tutti, in cui l’amore non ha sesso e in cui ciascuno è prima di tutto una persona, unica e speciale, e in cui ogni orientamento sessuale, ogni identità, hanno la stessa dignità”.

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