Giovani della diocesi di Vicenza durante la veglia del 30 luglio a Campus Misericordiae - Foto di Matteo Garzaro
Giovani della diocesi di Vicenza durante la veglia del 30 luglio a Campus Misericordiae - Foto di Matteo Garzaro

A Cracovia, la Gmg con gli occhi dei protagonisti

“La nostra risposta a questo mondo in guerra ha un nome: si chiama fratellanza, si chiama comunione, si chiama famiglia”. Così ha detto Papa Francesco nel suo discorso, durante la veglia nella notte del 30 luglio, alle migliaia di giovani riuniti a Campus Misericordiae, nei pressi di Cracovia, per la Giornata mondiale della gioventù. Tra i ragazzi di ogni nazione presenti a questo evento c’erano anche molti veneti, ed in particole vicentini. Ora che sono tornati a casa abbiamo voluto chiedere ad alcuni di raccontarci questa esperienza, della quale sono stati i veri protagonisti.

Viene subito da chiedersi cosa, in particolare, abbia spinto così tanti ragazzi a partire per una meta insolita come per la Polonia, invece che godersi una bella vacanza tranquilla? Silvia Marin, di Vicenza, partita con altri amici, ci ha risposto di essere stata stimolata soprattutto dall’idea che giovani di tutto il mondo, si riunissero in una sola città per cantare e pregare insieme. “A questo ha poi sottolineato – si è aggiunto il desiderio di intessere relazioni e di arricchirmi delle parole del Papa per rivalutare la mia vita”.

Come lei, Matteo Garzaro, di Montecchio Precalcino, spinto dalla voglia di mettersi in gioco e di avere un momento di interiorità per ritrovare sé stesso. Dunque, proprio il desiderio di relazioni autentiche, ma anche di bisogno di crescita interiore (o anche solo la curiosità) ha aperto il cammino a migliaia di ragazzi verso Cracovia.  “E’ stato bello – ha detto Matteo – essere lì per uno stesso scopo”.

Ma il viaggio non è che una parte dell’esperienza, il bello è stato viverla in prima persona. Da Camisano Vicentino, Stefano Pavin racconta che ciò che lo ha colpito maggiormente è stata “l’atmosfera di gioia e fratellanza che si sentiva intorno. Tutti sorridevano – ricorda il giovane -, battevano il cinque e scambiavano parole con persone di nazionalità diverse che non avevano mai visto in vita.” Effettivamente, nel suo discorso del 30 luglio, lo stesso Papa sosteneva che la paura porta alla chiusura e questa alla paralisi, che fa perdere il gusto dell’incontro e di sognare insieme. La Giornata mondiale dei giovani è servita di lezione a molti per combattere questa paura per il diverso.

Laura Massignan, di Montecchio Maggiore, spiega: “Il clima era di festa, camminavamo per le strade in mezzo a milioni di giovani provenienti dai paesi più lontani, ma questo non veniva visto come un motivo di separazione, al contrario, abbiamo avuto modo di conoscerci e non c’era distinzione tra americano, russo, africano, portoghese. Non ho mai visto così tante persone tutte assieme, al Campus Misericordiae non si riusciva a vedere dove terminava la folla. Non ti senti più la pecora nera credente, perché attorno c’erano altre due milioni di persone a pregare con te. Ho la consapevolezza che se lo volessimo, il mondo potrebbe essere unito”.

Tornando da questo cammino ognuno si ritrova con un bagaglio nuovo, con nuove consapevolezze. Silvia racconta: ”La Polonia mi ha regalato la gratuità dell’accoglienza, quel sentirsi amata senza preconcetti, che forse ogni tanto dovremmo ricordarci di vivere nel quotidiano. I miei occhi non si dimenticheranno mai di quel bene di cui sono stata testimone.” Queste sono esperienze che davvero segnano per tutta la vita, sono incontri che cambiano, giorni di crescita personale irripetibili. Giorni per vivere pienamente la vita e lasciare un’impronta, per non abbandonare in mani altrui il proprio futuro, per costruire ponti nuovi, citando il Papa, respirando a pieni polmoni l’aria di rinnovamento che la Gmg offre: un’opportunità per cambiare.

Concludendo, Stefano commenta così, al termine dell’evento: “L’esperienza vissuta non finisce qui, ma continua giorno per giorno tornati a casa. Tutti gli atteggiamenti vissuti devono essere trasmessi agli altri per far si che la Giornata mondiale della gioventù non sia fine a se stessa.” Si è dimostrato insomma, ancora una volta, che c’è ancora speranza perché questo mondo si rinnovi, perché i giovani che l’hanno vissuta ne sono il futuro. Il prossimo appuntamento sarà a Panama, nel 2019.

Angelica Laminelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *