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Vicenza, al via il progetto di un nuovo welfare

“Vicenza, insieme si può”. Percorsi per un welfare di comunità”. Era questo il tema del convegno che si è tenuto oggi a Vicenza, nella gremita sala del complesso universitario di viale Margherita Ed al quale hanno partecipato oltre 300 addetti ai lavori, tra operatori del sociale, rappresentanti delle istituzioni, membri di associazioni e cooperative, ricercatori. L’evento era organizzato dall’assessorato alla comunità e alle famiglie del Comune di Vicenza e voleva essere punto di partenza di una riflessione collettiva sulle prestazioni e sui servizi offerti ai cittadini in ambito sociale, soprattutto per progettare nuovi percorsi per il benessere della città.

“Questo non è un convegno come tutti gli altri – ha messo in evidenza il sindaco di Vicenza, Achille Variati, facendo gli onori di casa -. E’ piuttosto l’inizio di un percorso da fare insieme per rispondere a una domanda: come fare, in un tempo di grandi cambiamenti sociali e di aumento delle povertà, a garantire i diritti di chi ha davvero bisogno, ripensando i servizi? Il ricco Nortest di cui ieri eravamo orgogliosi oggi non c’è più e, alla lunga crisi economica, si è aggiunta una profonda sfiducia. Eppure uno degli elementi che proprio qui, in passato, ci ha permesso di costruire un sistema sociale forte è stato il sentirci parte di un’organizzazione di cui ci si fidava, perché ognuno faceva la propria parte. Dobbiamo avere il coraggio di non chiuderci nella nostre singole realtà, ma di collaborare per capire il cambiamento, ridisegnare le priorità, dare risposte ai bisogni veri”.

Prima del sindaco l’assessore alla comunità e alla famiglia Isabella Sala, moderatrice dell’incontro, aveva parlato di un momento importante, addirittura fondante per i servizi sociali di Vicenza. Un punto fermo da cui partire, non a caso all’università e con l’aiuto di importanti studiosi, non solo per la riflessione, ma anche per la progettazione operativa del nuovo welfare aperto a tutta la comunità. Dopo i saluti del prefetto di Vicenza, Eugenio Solda’, e dell’assessore ai servizi sociali della Regione Veneto, Manuela Lanzarin, Ilvo Diamanti, professore di Scienza politica a Urbino e direttore scientifico di Demos, è stato invitato a delineare la trasformazione del territorio. Anche lo studioso ha parlato di un Nordest che non c’è più, indicando nella vocazione all’associazionismo e nell’investimento nel capitale sociale una possibile risposta alla sfiducia, alla solitudine e alla marginalità.

Luca Pacini, responsabile area welfare e immigrazione di Anci, ha presentato i dati nazionali della spesa sociale e descritto i differenti modi in cui in Italia si sta affrontando quello che molti studiosi definiscono come il periodo più difficile dal dopoguerra. Paolo Tomasin, docente del corso di laurea di Educatore sociale dell’Istituto universitario salesiano di Mestre e membro del gruppo di lavoro Lises, ha portato l’esperienza del laboratorio sul “welfare generativo” avviato negli anni scorsi con la collaborazione di numeri soggetti del territorio. A lui è stata chiesta una lettura dell’analisi che il settore servizi sociali del Comune ha svolto in questi mesi sull’andamento della spesa sociale nell’ultimo decennio.

Giovanni Dotti, imprenditore sociale e pedagogista, ha proposto nuove alleanze e la creazione di nuove “istituzioni di comunità”. Luciano Zanin, presidente Assif, Associazione italiana fundraiser, ha indicato alcune strade per la raccolta di risorse economiche, di persone, di competenze e di idee per il nuovo welfare. Dopo l’estate, le riflessioni e le analisi emerse nel corso dell’incontro saranno la base per avviare la nuova progettazione dei servizi di welfare in città. Maggiori informazioni e documentazione, compresa l’analisi dell’ultimo decennio di servizi sociali, in questa pagina del sito del Comune di Vicenza.

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