Breaking News

Valdagno, chiude il punto nascite del San Lorenzo

Seduta straordinaria e d’urgenza del Consiglio Comunale di Valdagno , domani, 21 giugno, con un solo punto all’ordine del giorno ed a carattere non deliberativi. Il punto è quello più dolente in questo periodo nella Valle dell’Agno, ovvero la chiusura del punto nascite dell’ospedale San Lorenzo. Il consiglio comunale di Valdagno domani discuterà proprio del trasferimento del Punto Nascite ad Arzignano e sarà anche presentata una mozione a sostegno di sindaco e giunta nella difesa del nosocomio e dei servizi socio sanitari erogati.

Insomma, sembra ormai che tutto sia deciso e compiuto senza ripensamenti in ambienti regionali, tanto che nei prossimi giorni dovrebbero essere sospesi i ricoveri ostetrici al San Lorenzo. Come è noto sono compatti i cinque comuni della Valle dell’Agno nella difesa del punto nascite di questo ospedale, a prescindere dal connotato politico delle varie amministrazioni. E già cominciano ad intervenire sullo spinoso tema i politici del vicentino, a cominciare dai parlamentari, tra i quali Federico Ginato, deputato del Partito Democratico.

“Apprendiamo – scrive in una nota Ginato – che il presidente Zaia non ha mantenuto la parola data, ma non rassegniamoci. Lancio un appello ai consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione: lavorate assieme per inserire la difesa dei punti nascite di montagna tra i temi dell’accordo sulla riforma della sanità in discussione in Regione. Ero e resto a fianco dei sindaci nella richiesta di salvaguardia dei servizi sanitari nella valle”.

“In questi mesi – continua il deputato – ho più volte incontrato cittadini e amministratori dell’area e ho condiviso con loro la preoccupazione per una chiusura che rischia di impoverire concretamente i servizi dell’area e che pare poco razionale, se non uno spreco, visto anche che parliamo di un ospedale che è stato completato solo nel 2004 e che è dichiarato di montagna. Alla Regione chiediamo di fare la massima chiarezza sull’evolvere della situazione e su una decisione che deve essere presa nella massima trasparenza. Credo che questo sia un atto dovuto agli abitanti della Valle dell’Agno, degli oltre 15 mila che hanno firmato a difesa del punto nascite e dei 7000 che lo scorso 25 giugno hanno manifestato”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *