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Tribunale del malato: “Tutelare i punti nascite”

“Il timore di un depotenziamento dell’ospedale di Valdagno a seguito della costruzione del nuovo ospedale a Montecchio Maggiore sta creando una serie di malumori nella popolazione perché sta crescendo il convincimento che senza il punto nascite a Valdagno, la conseguenza sarà la riduzione definitiva di tutti i servizi per quel territorio periferico. Il programmatore regionale, sulla base delle schede ospedaliere e della conoscenza dei flussi dei cittadini nei nosocomi regionali e locali, è l’unico organo istituzionale che può individuare la giusta collocazione dei servizi e dei reparti. Questa decisione non può essere demandata ad un organo politico, come ad esempio la Conferenza dei sindaci, perché si trattasi di una decisione di natura tecnica”.

Sono parole del segretario regionale Cittadinanzattiva, Giuseppe Cicciù, e le pronuncia sottolineando che “se è legittima la preoccupazione dei cittadini per una tale evenienza, non bisogna dimenticare la tragica storia di cinque giovani mamme e dei loro piccoli in grembo, morti in sette giorni nello scorso gennaio”. In altre parole, in qualsiasi luogo del territorio del Veneto dove sarà organizzato un punto nascite, la prima preoccupazione dovrà essere la tutela sanitaria e sociale delle madri e dei loro bambini.

“Per tutti i punti nascita del Veneto – prosegue infatti Cicciù – è necessario il riferimento all’accordo del dicembre del 2010 tra Stato e Regioni, cioè una presenza garantita per 24 ore al giorno di personale ostetrico e medico, in particolare ginecologico, anestesiologico, pediatrico e neonatologico. L’accordo prevede linee guida per aumentare la sicurezza e la qualità del percorso nascite e la consegna ai cittadini della Carta dei servizi in conformità ai principi di qualità, sicurezza e trasparenza, con l’indicazione del numero annuale dei parti, il tasso di mortalità materna e neonatale, il collegamento con il Sistema di trasporto materno assistito e neonatale, la presenza di terapia intensiva neonatale, talvolta la presenza dell’elisoccorso nelle località isolate.”

“Qualunque scelta che risponde a queste linee guida – conclude Cicciù – avrà l’appoggio incondizionato della rappresentanza dei cittadini, e vedrà impegnato tutto il nostro movimento nell’individuare le carenze e i deficit organizzativi per denunciarli in nome della tutela delle madri e dei loro figli. Fare qualche chilometro in più ma garantirsi il meglio in termini di sicurezza e qualità, per i cittadini del veneto è questo uno slogan che va condiviso dalle istituzioni e dalla cittadinanza”.

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